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Sportello POINT. Cosa rappresenta per le PMI dell’area Pontina

Apr 28 • LE INTERVISTE, PRIMO PIANO • 598 Views •

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Intervista alla professoressa Pina Murè

di Patrizia Scifo

Quando è nata la scelta di creare un supporto così strutturato come il Point per le PMI dell’area pontina, e come?

“Nasce dalla volontà di realizzare un’infrastruttura in grado di supportare le PMI locali nella ridefinizione del proprio business, delle strategie, della struttura organizzativa al fine di recuperare la competitività e tutelare l’elevata vocazione imprenditoriale e industriale tipica del territorio pontino. L’iniziativa parte da Confindustria Latina la quale intende fornire una serie di servizi alle imprese associate, e non, per contrastare la crisi economica – che contraddistingue le nostre PMI – e fornire le soluzioni più adeguate per rilanciare l’economia locale e ridefinire i rapporti tra le imprese, le istituzioni finanziarie e le associazioni di categoria. A tal fine Confindustria di Latina e la Facoltà di Economia degli studi di Roma “La Sapienza” – polo di Latina – hanno siglato un Protocollo d’intesa. L’accordo prevede la costituzione di un “laboratorio” che si pone, in primis, l’obiettivo di analizzare le cause dell’attuale crisi d’impresa dell’area del sud pontino e, quindi, di individuare e sperimentare le azioni correttive necessarie per sanare le criticità aziendali e sostenere/sviluppare il territorio. Ne deriva che le soluzioni dovranno essere di facile applicabilità nonchè ideate e condivise dal team di lavoro. Il team è, oggi, formato dai responsabili delle imprese, dai docenti dell’Università, dagli esperti delle Istituzioni finanziarie e dai professionisti del settore, ed è già impegnato a individuare le principali tematiche propedeutiche all’avvio del laboratorio. In particolare, le attività del laboratorio sono riconducibili: a tutte le azioni volte a evidenziare le soluzioni, più adeguate, a specifiche criticità finanziarie ed a progetti imprenditoriali ad elevata complessità, per esempio start up, internazionalizzazione, innovazione/ristrutturazione del debito, reti d’impresa, riorganizzazioni aziendali, operazioni di finanza straordinaria; alla formazione e consulenza alle aziende in materia economica-gestionale, finalizzate al miglioramento delle performance aziendali Il laboratorio deve giungere a elaborare le best practice di riferimento e la diffusione delle stesse presso le aziende associate al Sistema Confindustria e a tutte le altre aziende anche non socie”.

Ritiene che i nostri imprenditori possano percepire, concretamente, l’utilità di una iniziativa di questo tipo e quali sarebbero, secondo lei, i tempi di implementazione del progetto, a livello territoriale?

“L’iniziativa nasce prima di tutto dai suggerimenti degli imprenditori e dall’esperienza degli stessi. L’analisi delle criticità e l’elaborazione delle soluzioni più appropriate è condotta non solo dai docenti e dai professionisti esperti del settore ma in particolare viene condivisa dai responsabili delle istituzioni finanziarie. Ciò crea le condizioni per considerare l’iniziativa non solo utile ma concreta ed immediatamente realizzabile. Infatti, una volta analizzate le criticità ed individuate le azioni correttive il passo per la risoluzione è sostanzialmente immediato. In questo momento si sta già lavorando su alcuni ‘casi pilota’ per iniziare ad avviare concretamente le fasi dell’accordo e veicolare al sistema le soluzioni individuate e le azioni correttive implementate”.

Quale saranno i canali di comunicazione di Point, a parte l’informazione istituzionale da parte di Confindustria Latina?

“Il suggerimento è molto utile ed interessante, in questo momento ogni canale di comunicazione aiuta a diffondere in maniera capillare l’iniziativa e a creare consensi ed un clima di fiducia. L’Università intende anche promuovere corsi di formazione per le PMI per accrescere la cultura sugli aspetti legati all’evoluzione del rapporto banche e imprese, alle normative di riferimento ed ai vincoli che ne derivano per il sistema finanziario. Le associazioni di categoria possono contribuire alla diffusione dei servizi offerti dal Point, anche le banche e le istituzioni finanziarie, in genere (esempio i Confidi),  possono ulteriormente accrescere i canali di comunicazione e individuare, nel continuo, le imprese che possono essere interessate a ricevere il supporto del Point”.

Quali sono i principali risvolti economici previsti per lo sviluppo e la ripresa economica delle PMI pontine? E la ricaduta per i nostri giovani?

“Il primo passo per iniziare a intravedere i risultati, in termini prima di risanamento e poi di sviluppo delle imprese pontine, è quello di analizzare, correttamente, le cause della crisi e condividere, con le istituzioni bancarie, le soluzioni più appropriate nonchè avviare, celermente, le azioni correttive. È necessario rivedere il rapporto banche/imprese e conoscere le determinanti per migliorare i rating delle aziende ed il merito creditizio, nonché potenziare le strutture organizzative delle aziende ed in particolare alcune funzioni quali: finanza, programmazione e controllo risk management. La necessaria evoluzione organizzativa delle aziende, imposta oggi dalla situazione di crisi, crea le condizioni per favorire la diffusione di nuove professionalità e quindi la creazione di nuove figure manageriali. In tal senso, l’accordo, siglato anche con l’Università, contribuisce anche a ripensare all’offerta formativa delle lauree specialistiche per ottimizzare la formazione ed il collocamento degli studenti interessati alle specializzazioni economiche/aziendali”.

Internazionalizzazione, credito, assicurazioni, tra i consulenti che prestano la loro professionalità ritroviamo importanti economisti, intermediari finanziari, avvocati come è avvenuta la scelta del network?

“Il network nasce, spontaneamente, per effetto della collaborazione di un team di esperti espressione del mondo universitario e degli intermediari finanziari/assicurativi nonchè di consulenti e professionisti, sensibili al problema e animati dalla volontà di trovare una soluzione alla crisi che stiamo vivendo e di mettere a disposizione della collettività le proprie competenze ed esperienze operative. Non esiste al momento un comitato volto a selezionare le varie figure professionali che debbono essere coinvolte nel network sicuramente, in seguito, potrà essere necessario ampliare e strutturare maggiormente la collaborazione per renderla sistemica e continuativa. Ritengo, pertanto, che in quel momento si potrà prevedere un’accurata azione di selezione dei vari esperti”.

Crede che lo sviluppo di reti tra diverse aree geografiche italiane possa accelerare la creazione di nuovi asset per le nostre PMI?

“Lo sviluppo delle reti tra diverse aree geografiche contribuisce non solo a creare un clima di confronto per analizzare i diversi modelli organizzativi ma crea, anche, il presupposto, indispensabile, per realizzare delle possibili economie di scala e ottenere più facilmente delle risorse finanziarie. Ritengo, quindi, che può contribuire moltissimo a creare o potenziare nuovi asset per le nostre PMI. Credo di poter affermare che nell’area pontina esistono già diversi casi di successo e Confindustria Latina ha già molta esperienza in questo settore”.

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