Skin ADV

AbbVie e CEIS “Il Sistema sanitario alla prova della sostenibilità”

Giu 26 • NEWS PRO, PRIMO PIANO • 619 Views •

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedInBuffer this pageEmail this to someone

La sfida del sistema sanitario oggi si chiama sostenibilità.

Si potrebbero ottenere risparmi per 150 miliardi di euro in Europa nell’arco di circa 45 anni attraverso iniziative di prevenzione dell’obesità mirate a incidere sui cambiamenti degli stili di vita. E’ quanto emerge dai risultati ottenuti dall’applicazione del modello di micro-simulazione della domanda sanitaria in Europa (Italia e altri 12 paesi) nel medio-lungo periodo, basato su strumenti statistici ed econometrici, messo a punto dal CEIS-Università di Roma Tor Vergata in collaborazione con l’OCSE e sviluppato grazie al sostegno di AbbVie Italia.

Le proiezioni derivanti dall’applicazione del modello sono state raccolte in un Libro bianco  presentato oggi a Roma presso l’Auditorium del Ministero della Salute nel corso del convegno “Il sistema sanitario alla prova della sostenibilità. Nuovi strumenti e soluzioni concrete per un traguardo possibile.” L’incontro organizzato da AbbVie e CEIS-Università di Roma Tor Vergata, in collaborazione con Il Sole 24 Ore, ha visto riuniti rappresentati di istituzioni, pazienti, accademici, operatori sanitari, parlamentari che si sono confrontati sul tema della sostenibilità del sistema sanitario e sulla possibilità di una concreta applicazione del modello di micro-simulazione della domanda di salute, quale strumento a sostegno della programmazione sanitaria.

Secondo quanto riportato nel Libro bianco a mettere a rischio la sostenibilità dei sistemi sanitari, in Europa al pari del nostro paese, concorrono  diversi fattori. I dati più recenti indicano un preoccupante aumento delle malattie croniche, che pesano fino all’80% sulla spesa sanitaria dei paesi europei e sono la causa di 9 decessi su 10, il progressivo invecchiamento della popolazione, nel 2050 il 37% degli europei avrà più di 60 anni. Al tempo stesso assistiamo al crescente diffondersi dei problemi  legati a obesità e sovrappeso in più della metà dei paesi OCSE, fino a interessare oltre il 50% della popolazione. L’effetto combinato di questi elementi determina una forte pressione sulla spesa e pone seriamente a rischio la tenuta dei sistemi sanitari, tanto che secondo l’OCSE riuscire a prevedere l’evoluzione futura della spesa sanitaria è una delle sfide cruciali di tutti i paesi industrializzati,  e  suggerisce quindi l’adozione di modelli di previsione.

“E’ proprio nell’ottica  indicata dall’OCSE che come AbbVie  Italia abbiamo offerto  il nostro sostegno allo sviluppo del modello di micro-simulazione della domanda di assistenza sanitaria in Europa  che il CEIS stava mettendo a punto con l’organizzazione di Parigi, ritenendolo particolarmente interessate” spiega  Fabrizio Greco, amministratore delegato di Abbvie Italia. “Si tratta di un progetto che si colloca nell’ambito della più vasta iniziativa promossa da AbbVie a livello europeo e che vede coinvolti oltre 20 paesi in progetti pilota nazionali per la realizzazione di soluzioni concrete finalizzate alla sostenibilità finanziaria del sistemi sanitari”. Conclude Fabrizio  Greco “Come AbbVie ci auguriamo che il modello di micro-simulazione della domanda di salute possa trovare una concreta applicazione e risultare uno strumento utile ai decisori per operare scelte in maniera informata. Intendiamo contribuire così ad avviare un percorso sulla via della sostenibilità del sistema sanitario. Un obiettivo difficile, ma possibile attraverso una forte azione comune e un impegno condiviso tra i diversi attori del sistema salute.”

Il Direttore del CEIS -Centro di Studi Economici ed Internazionali – Università di Roma Tor Vergata,  Prof. Vincenzo Atella, che conduce lo sviluppo del modello di micro-simulazione della domanda sanitaria, sottolinea come il progetto italiano sia incentrato sul tema degli investimenti in prevenzione, per i quali nella media UE è destinato solo il 3%.

 Nell’illustrare il progetto Atella evidenzia come il valore aggiunto del modello consista nel poter confrontare gli effetti di diverse scelte di politica sanitaria e di cogliere l’eterogeneità degli effetti di un intervento sui pazienti. In questo modo il modello di micro-simulazione offre la possibilità di indicare ai policy maker quali sono le scelte più efficaci da mettere in atto,  fino ad individuare ad esempio a quale fascia di popolazione indirizzare una particolare iniziativa di prevenzione. Ma per poter convincere i decisori che questa è la strategia vincente, è necessario fornire loro gli strumenti che consentano di misurare in modo chiaro e trasparente quale è il trade-off  tra investimenti in prevenzione oggi e maggiori benefici domani.

“La realizzazione di uno strumento che permetta di effettuare scelte informate è stato l’obiettivo principale del progetto italiano. – chiarisce ancora il prof. Vincenzo Atella – Sappiamo che dall’eliminazione delle inefficienze nei sistemi sanitari non si riuscirà a recuperare più del 5-7% delle somme oggi necessarie. Ciò implicherà una riduzione una tantum del livello del finanziamento, ma non cambierà il suo trend di lungo periodo destinato a crescere. Con l’applicazione del modello siamo in grado di poter misurare altre possibili strade in termini di prevenzione. E i primi risultati sono significativi:  ipotizzando ad esempio un intervento di cura per la riduzione dell’obesità, si potrebbe realizzare a livello europeo un risparmio di oltre 200 miliardi nell’arco di 45 anni, grazie a minori spese per diabete, ipertensione, ictus e malattie cardiache. Lo stesso intervento per l’Italia potrebbe portare a risparmiare oltre 36 miliardi in un arco temporale di circa 40 anni.

Non meno importanti sono i risultati ottenuti dall’applicazione del  modello per stimare la domanda sanitaria, anche in assenza di interventi specifici. E’ il caso dell’altra simulazione operata per la  valutazione delle prevalenze della non autosufficienza, da cui emergono dati interessanti e utili alla programmazione. Nei prossimi anni in Europa e  Italia si  osserva un trend crescente in queste prevalenze, soprattutto per coloro  che sono affetti da 3 o più forme di impedimenti/invalidità. Rispetto al resto dei Paesi considerati nell’analisi l’Italia gode ancora di un vantaggio, mostrando livelli di non autosufficienza più bassi della media dei 13 paesi considerati. Tuttavia, dalla simulazione si evidenzia che le non autosufficienze più gravi nel nostro paese dovrebbero raddoppiare, passando da una prevalenza attuale di circa il 4% ad un valore di poco superiore all’8% nel 2050. Questi dati hanno una ricaduta importante su indicatori quali l’aspettativa di vita passata in assenza di disabilità a 50 anni, che tra il 2011 e il 2040 crescerà solo di un anno contro i  quasi 4 anni della speranza di vita. Ciò conferma che nei prossimi anni  vi sarà un’espansione della disabilità, solo in parte determinata dall’invecchiamento della popolazione, e che quindi si ridurranno gli effetti positivi registrati in termini di aumento dell’aspettativa di vita.

A presentare l’iniziativa europea, in cui si inserisce il progetto italiano, è intervenuto il Prof. Walter Ricciardi, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, membro dell’European Steering Group (ESG) on Sustainable Healthcare e relatore del Libro bianco europeo presentato nei mesi scorsi a Bruxelles.

“I sistemi sanitari europei sono ad un bivio e la sostenibilità rappresenta una scelta prioritaria che richiede diversi cambiamenti in un quadro multi-settoriale” ha precisato il Prof. Ricciardi “ L’European Steering Group (ESG), costituito nel 2014 grazie all’iniziativa di AbbVie, che riunisce rappresentanti di istituzioni, società civile, operatori sanitari e società scientifiche, accademici e rappresentanti dell’industria, ha redatto dopo un anno di lavori e consultazioni il Libro bianco europeo ‘Acting together. Roadmap for Sustainable Healthcare’.  Un documento che, sulla base di evidenze raccolte e iniziative realizzate in 24 paesi della UE, formula 18 raccomandazioni per migliorare la sostenibilità dei sistemi sanitari europei indirizzate ai diversi interlocutori delle istituzioni nazionali ed europee, indicando tre principali direttrici: prevenzione e intervento precoce, maggiore empowerment e responsabilizzazione dei cittadini, riorganizzazione dell’erogazione delle prestazioni sanitarie”.

 Il Prof. Ricciardi ha quindi concluso: ”Il Libro bianco europeo è l’inizio di un percorso che invita a guidare la trasformazione del sistema sanitario attraverso soluzioni adattabili e scalabili, incoraggiando tutti gli attori del settore a lavorare in partenariato. Dobbiamo avviare un’azione comune  finalizzata alla  sostenibilità del sistema sanitario  italiano e il modello presentato oggi  può costituire un’opportunità per mettere in atto azioni concrete e condivise in questa direzione.”

Dopo aver ricordato  come la flessibilità del modello possa favorire una sua applicazione presso le istituzioni sanitarie centrali e locali, il Prof. Atella ha sottolineato ”Il progetto proposto rappresenta un primo passo verso un sistema che dovrebbe basare le proprie scelte sempre più su informazioni quantitative.  A questo fine è necessario ampliare la raccolta dei dati per alimentare il modello, perché quanto  più  saranno dettagliati e precisi  tanto più potranno permettere analisi attendibili e vicine alla realtà. Si tratta di collaborare insieme su questo piano, cercando di superare anche alcune criticità, come  pure emerso dal recente tavolo tecnico di discussione del progetto, a cui hanno partecipato diversi interlocutori delle istituzioni, e che ha fornito importanti spunti per una concreta applicazione del modello”.

Le conclusioni del Libro bianco italiano “Il Sistema sanitario alla prova della sostenibilità” ribadiscono come sia urgente  invertire la rotta e promuovere politiche incisive di prevenzione e promozione della salute. E’ fondamentale affrontare i  temi della programmazione sanitaria dal  lato della domanda e non più da quello dell’offerta. Per operare questo cambiamento di paradigma occorre rivedere completamente la “cassetta degli attrezzi”, con la quale il decisore politico dovrà operare, ma soprattutto è necessario assumere una nuova prospettiva temporale degli interventi  per passare dal breve periodo al medio/lungo, necessario alle politiche per rendere evidenti gli effetti sulla salute delle persone.

Scarica il “Libro bianco Il Sistema sanitario alla prova della sostenibilità.pdf

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedInBuffer this pageEmail this to someone

Articoli Correlati

Comments are closed.

« »