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Certificazioni del settore agroalimentare

Dic 13 • NEWS PRO • 917 Views •

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Le filiere agroalimentari si confrontano con la crescente apertura dei mercati delle materie prime a livello internazionale e con l’evoluzione dei consumi, principalmentenei paesi a maggiore potere d’acquisto.

Le imprese agroalimentari italiane, quindi, si relazionano con alcuni fattori di criticità, tra cui in primo luogo la disponibilità di mercati sostitutivi e/o complementari a quelli nazionali, quindi la necessità di resistere alla concorrenza internazionale, valorizzando i propri prodotti sotto il profilo della qualità. D’altra parte, a fronte della crisi economica mondiale, la leva della qualità potrebbe, da sola, non essere sufficiente ad aiutare il sistema agroalimentare italiano a sostenere la sfida internazionale: da qui la necessità per gli operatori di cercare nuove forme di governance al fine di rendere i propri prodotti compatibili sotto il profilo dei prezzi. Il settore pubblico, ormai da alcuni anni, sta intervenendo al fine di dare garanzie specifiche ai consumatori sulla qualità-sicurezza degli alimenti. Il settore privato (si veda ad esempio la GDO) si riorganizza per rispondere alle stesse esigenze dei consumatori attraverso dei propri sistemi di certificazione della qualità-sicurezza dei prodotti. L’insieme dei suddetti fattori si traduce nella necessità per gli operatori di rendere i propri prodotti rispondenti sia a delle norme di tipo pubblico, cogenti e volontarie, che di tipo privato. La LP Consulting offre tali servizi, mediante accordi stretti con riconosciuti esperti in tali settori, i quali assicurano corsi formativi, audit interni ed esterni propedeutici a visite ispettive o di sorveglianza sulla certificazione di sistema di gestione integrato (che comprende le norme ISO 9001 per la qualità, 14001 per l’ambiente e 18001 per la sicurezza); sulle buone norme di fabbricazione (GMP, per i materiali e oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti, per tutti i settori e tutte le fasi di produzione, trasformazione e distribuzione); International Food Standard (IFS, schema che comprende tutti i processi di lavorazione e trasformazione dei prodotti alimentari o confezionamento di prodotti alimentari sfusi); British Retail Consortium (BRC, certificazione volontaria di prodotto che comprende i processi di lavorazione e di trasformazione agro-industriale); Global Gap (per i produttori agricoli che coltivano ortofrutta per poterla fornire ad Aziende della Distribuzione Organizzata, italiane o straniere); UNI 10854 (HACCP, metodologia operativa internazionale per la prevenzione o minimizzazione dei rischi per la sicurezza nei processi di preparazione di cibi e bevande); UNI EN ISO 22000 (standard del Sistema di Gestione della Sicurezza Agro-Alimentare lungo tutta la filiera in grado di definire tutti i pericoli che possano manifestarsi lungo la filiera, tenendo in considerazione i processi di lavoro); UNI EN ISO 22005 (standard internazionale sui sistemi di gestione della rintracciabilità di filiera che completa la serie ISO 22000 sulla sicurezza alimentare).

Michele Palombo dal 2001 è consulente d’impresa nel settore certificazioni ISO e attestazioni SOA. Dal 2007 è amministratore di LPConsulting www.lpconsulenza.it

Testo a cura delle Dr.ssa Veronica Leggeri

Biologo consulente LP CONSULTING

per informazioni rivolgersi a info@lpconsulenza.it

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