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Convegno Federmanager Latina: grande partecipazione di imprese, enti e istituzioni. Il Presidente Genga : “Siamo portatori sani di innovazione per la competitività internazionale”

Apr 10 • DALLE ASSOCIAZIONI, NEWS PRO, PRIMO PIANO • 441 Views •

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Grande partecipazione per il convegno di Federmanager Latina dal titolo Industria 4.0 e analisi sull’industria del farmaco che si è tenuto a Latina lo scorso giovedì 6 aprile.

All’evento patrocinato dal Comune di Latina in collaborazione con Banca Intesa San Paolo, promosso da Corden Pharma e Lp Consulting in media partnership con IPMagazine, sono intervenuti il sindaco di Latina Damiano Coletta, Giorgio Klinger Presidente di Unindustria Latina, Giorgio Genga, Presidente Federmanager Latina, Renato Fontana Pres.te Gruppo Giovani di Federmanager e Guelfo Tagliavini coordinatore nazionale con delega alla commissione Industria 4.0.

Dopo i saluti del Presidente Giorgio Genga e l’introduzione di Mario Careddu Direttore Area Imprese Lazio di Intesa San Paolo, ha iniziato i lavori Francesco Mazzocco Specialista per l’Innovazione della Direzione Regionale Lazio, Sardegna e Sicilia con un approfondimento sull‘innovazione per le imprese dal titolo “Percorsi di Open Innovation”.

A seguire il Dr. Parnolfi Vice-presidente dell’Unione Regionale Dirigenti Industriali del Lazio, Dr.ssa Emanuela Rodriquez Coordinatrice territoriale del Gruppo Minerva e consulente marketing nel settore Chimico Farmaceutico, della Dr.ssa Franca Segnalini direttore di ricerca di processo nel settore chimico-farmaceutico hanno presentato i dati sull’indagine svolta sull’Industria del Farmaco.

Il territorio Pontino, dalla metà degli 50 alla metà degli anni 70, ha vissuto un periodo di diffusa localizzazione industriale, indotta dalla legge 646. Grazie a questa legge il territorio si è trovato a beneficiare di interessanti provvidenze di natura finanziaria e fiscale, un decollo così importante da farle meritare l’appellativo di “NUOVA CALIFORNIA” e i settori che se ne sono avvantaggiati sono stati l’Edilizia, il Metalmeccanico ed il Chimico Farmaceutico. I più forti produttori mondiali hanno contribuito alla diffusione della cultura industriale, managerialità,  professionalità e capacità imprenditoriale sviluppatasi soprattutto con le imprese dell’indotto. A distanza di circa 40 anni questi grandi nomi hanno diminuito o abbandonato la loro presenza sul territorio, lasciando in eredità strutture industriali. Nel 2015, secondo FARMINDUSTRIA, le Imprese del settore sono 306, 40% a capitale Italiano e 60% a capitale estero. Dando lavoro a 63.500 addetti diretti e 66.300 addetti che operano nell’indotto. L’impresa del farmaco dà a piu’ di 500 addetti mente il 5,3% ha meno di 50 addetti. L’industria del Farmaco nel 2015 ha dato lavoro a 63.500 addetti, facendo  in due anni una crescita del 2; anche l’aumento delle aziende dell’indotto: +3,5%, del 2015 confrontato col 2013. L’indotto dell’industria del Farmaco produce per 14 miliardi di euro, occupando circa 66.000 addetti. Nel 2015 è stato un settore di primaria importanza, l’eXPort, per il numero degli addetti e per gli investimenti in ricerca e Sviluppo.

Il Lazio è la seconda regione Italiana per numero di addetti occupati nell’industria del farmaco. Le imprese Italiane hanno destinato alla ricerca e Sviluppo 124.700 addetti e hanno investito circa 14 Miliardi di Euro, occupando nella Ricerca e Sviluppo 6.100 addetti e vi ha investito 1,415 Miliardi. La prima regione Italiana per il valore dell’EXPORT dei prodotti farmaceutici è Il Lazio, Tale valore rappresenta il 41,7% del  totale export farmaceutico italiano ed il 47% circa del totale export manifatturiero Nazionale. Rispetto al precedente anno, l’export Laziale è cresciuto del 13% circa. L’industria del Farmaco Laziale ha contribuito con un totale di 2,7 Miliardi derivati da investimenti in produzione e ricerca e Sviluppo, dalla erogazione di stipendi e pagamenti dei relativi contributi, dal pagamento delle imposte dirette specifiche e IVA. L’industria del Farmaco ha circa 16 Imprese di media grandezza a capitale sia Italiano che estero, occupando circa 6.000 addetti, pari al 38,6% del totale addetti Lazio. Nel 2015 Latina è la prima provincia Italiana per il valore dell’export dei prodotti farmaceutici con i suoi 5,3 miliardi di Euro, quasi un quarto del totale export Nazionale di farmaci, Latina infatti si colloca al di sopra di Frosinone e di Milano. Il valore dell’export provinciale del settore rappresenta l’82% e il 97,6 % del totale valore della produzione hI-tech. Un altro dato che rimarca il ruolo dell’industria farmaceutica è l’occupazione. Latina, infatti, tra le province Italiane, è terza per il  numero di addetti nel settore, dopo Milano e Roma. I dati esposti, riferiti principalmente al 2015, rappresentano con buona approssimazione lo stato dell’industria del farmaco nel Paese, nella regione Lazio e nella Provincia di  Latina. E’ necessario fare alcune riflessioni e approfondimenti l’andamento del settore in riferimento anche alle nuove frontiere del business farmaceutico.

Lo stato di salute dell’industria del Farmaco Italiana sembra, nonostante tutto, ancora buono e con buone prospettive per il futuro, con un livello di tassazione esorbitante e una burocrazia eccessiva, le imprese del farmaco, negli anni bui della crisi, hanno puntato energicamente sull’incremento della competitività delle loro aziende, adeguando un livello di investimenti in Ricerca e Sviluppo; continuando a coltivare il Capitale umano; intervenendo sulle strutture aziendali. La maggiore competitività ha consentito alle imprese italiane di scrutare nuove frontiere di business e di ritornare a produrre infatti Il 47% della crescita della produzione italiana degli ultimi 5 anni è infatti dovuta a produzioni trasferite da altri paesi.

 

 

Su Industria 4.0 e la managerialità dei dirigenti è poi intervenuto Guelfo Tagliavini delegato Federmanager in commissione Industria 4.0 riportando il suo contributo: “Industria 4.0 ” a passo di carica… Il Piano Governativo Industria 4.0 rappresenta un’opportunità che il nostro sistema industriale , caratterizzato dallo zoccolo duro formato dalle medie aziende, non può permettersi il lusso di  perdere. Il polo farmaceutico del Basso Lazio è la testimonianza di una realtà storica che ha espresso i più alti livelli di innovazione tecnologica ,patrimonio di aziende nazionali e multinazionali, che hanno creato valore e che continuano a mantenere in primo piano uno dei comparti a più elevato livello di investimenti in ricerca e sviluppo. Le competenze manageriali, fortemente rappresentate dall’organizzazione nazionale dei dirigenti industriali (FEDERMANAGER) è elemento di garanzia per la tenuta e lo sviluppo di un settore che richiede continui aggiornamenti tecnologici ed una attente guida verso i nuovi modelli di business”.

Giorgio Genga Presidente Federmanager Latina

L’evento di oggi non solo rappresenta una sintesi dell’economia del territorio provinciale di Latina, ma fornisce utili indicazioni al futuro industriale con la competenza e la determinazione tipica di Federmanager. Come affermiamo con convinzione “siamo portatori sani di innovazione e conosciamo i fattori di competitività internazionale che saranno determinanti nel prossimo futuro” cioè ci proiettiamo sui giovani dirigenti e sulla loro continua formazione.

Francesco Mazzocco, specialista per l’Innovazione in Intesa Sanpaolo

“I poli tecnologici del Lazio nel 2016 hanno realizzato un export da 9,2 miliardi di euro, nuovo massimo storico – spiega Francesco Mazzocco, specialista per l’Innovazione in Intesa Sanpaolo -. Significativo è il contributo fornito dal polo farmaceutico regionale (7,4 miliardi di euro) che, eccezion fatta per il Belgio, ha ben performato sui principali mercati di riferimento. In un contesto sempre più globale e in rapido cambiamento, è strategico ai fini della competitività saper intercettare nuovi trend e modelli di business. Il Gruppo Intesa Sanpaolo diffonde e promuove la Cultura dell’Innovazione attraverso un percorso di crescita per la propria clientela imprese, favorendo lo scouting di realtà innovative e promuovendo le logiche dell’Open Innovation.”

 

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