Nardi: sono pronto a nuove sfide. Domani a Roma la conferenza stampa

Mar 10 • PRIMO PIANO • 950 Views •

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E’ stata un’esperienza che ha avuto un grande significato personale e sportivo. Aver fatto sventolare l’Alta Bandiera dei Diritti Umani su Punta Piccola è già una grande soddisfazione. Tutti i ragazzi e quelli che mi hanno seguito mi hanno dato la forza di tentare la scalata alla Regina delle Montagne in solitaria. Purtroppo le condizioni di ghiaccio, neve e meteorologiche proibitive hanno fatto si che non potessi proseguire. Ho fatto esperienza e davanti a me ora nuovi progetti”

Dopo 46 giorni di permanenza al Campo Base, una vetta scalata in solitaria ed un tentativo sulla Kinshofer Route, Daniele Nardi deve rinunciare per quest’anno al suo sogno di scalare il Nanga Parbat in prima invernale in uno stile mai tentato da nessuno, le condizioni di ghiaccio e neve proibitive respingono gli sforzi dell’alpinista italiano.

”Una decisione inevitabile a questo punto, si torna a casa. Non ci sono parole per misurare la mia delusione oggi, aver creduto, lottato, sperato in un progetto e doversi arrendere di fronte alla constatazione che le condizioni ed il meteo per salire la via che desideravo, semplicemente, non ci sono.
Potrei attendere mille finestre di bel tempo, ma il fatto che la condizione per cui da solo potrei con un ragionevole margine di sicurezza tentare una salita, ebbene quelle condizioni semplicemente non ci sono e per quest’anno non ci saranno”.

Daniele Nardi è partito dall’Italia il 20 Gennaio scorso con l’obiettivo di scalare in prima invernale ed in solitaria il Nanga Parbat, la nona montagna più alta della terra mai scalata da nessuno in stagione invernale, attraverso la via dello sperone Mummery in Stile Alpino.

 

Una prima fase di acclimatamento ha visto Nardi arrivare il 13 febbraio in cima a Punta Piccola una montagna alta 5900 simbolicamente ha fatto sventolare l’Alta Bandiera dei Diritti Umani nel Mondo, unico vessillo che Nardi porta sempre con sé in tutte le sue spedizioni alpinistiche, bandiera  firmata da ben 8000 studenti che si sono impegnati nella divulgazione dei diritti fondamentali dell’uomo.

Dopo la fase di acclimatamento Nardi si è potuto concentrare sul suo obiettivo primario, la scalata del Nanga Parbat sul versante Diamir attraverso lo sperone Mummery. La situazione appare subito critica, le condizioni del ghiaccio e il continuo distacco di valanghe e seracchi rendono la scalata molto impegnativa e pericolosa.

Queste stesse motivazioni fecero annullare anzitempo la spedizione alpinistica di Ralf Dujmovits (forte alpinista tedesco) che ad inizio gennaio era al campo base del Nanga Parbat.

Il 19 febbraio Daniele Nardi parte per un test sulla Kinshofer Route, impossibile andare sullo sperone Mummery, troppo pericoloso ancora. Dopo una notte a campo 1 la mattina presto si dirige verso campo 2 a circa 6000 m di altezza. Il meteo non è dei migliori, temperature che toccano i -40° ed il vento che abbassa la temperatura percepita dal corpo. Un contrafforte ghiacciato di un grande seracco si distacca e cade a valle, i detriti laterali del grande crollo rischiano di colpire l’alpinista che era riuscito ad allontanarsi in tempo da quella trappola mortale.

Nonostante questo imprevisto Nardi decide di continuare. Poche ore dopo è costretto a fermarsi constatando che sia il tempo atmosferico, che le condizioni di ghiaccio duro posizionato come uno specchio sotto pochi centimetri di neve fresca non gli permettevano di continuare la scalata.

Al mondo esistono 14 montagne alte più di 8000 m, tutte sono state scalate in estate, in inverno invece solo due non sono state scalate, il K2 ed il Nanga Parbat. Nardi tenterà la prima scalata invernale della storia del Nanga Parbat attraverso una via mai scalata da nessuno ed in solitaria.

Daniele Nardi fa parte dell’AlpineXtrem Team di Salewa è nato il 1976 a Sezze, vicino Latina, ha scalato l’Everest, K2, Broad Peak, Nanga Parbat, Shisha Pangma cima middle e ha aperto vie nuove tra Pakistan, Nepal ed India, l’ultima gli è valso il Premio Paolo Consiglio nel 2011 per la realizzazione di una via nuova nel Gruppo dei Bhagirathi, India.

Daniele è ambasciatore per i diritti umani porterà con se l’Alta Bandiera dei Diritti Umani, firmata da 8000 studenti incontrati nelle scuole grazie alla campagna “Gioventù per i Diritti Umani”: “Sono quei ragazzi – spiega – che mi aiuteranno a farla conoscere in tutto il mondo e a farla sventolare molto, molto in alto”

“In Vetta al Mondo. Storia del ragazzo di Pianura che sfida i ghiacci eterni” è il libro che Daniele Nardi ha scritto insieme al giornalista Dario Ricci.
Prefazione di Ilaria Molinari (apneista) e postfazione di Stefano Ardito (giornalista)
Un viaggio sotto forma di dialogo attraverso il quale i due autori si raccontano.

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