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Gli ultimi dati di Unioncamere sull’imprenditoria extra-UE in Italia

Mar 25 • NEWS PRO, PRIMO PIANO • 414 Views •

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E’ cresciuto anche negli anni della crisi il numero di immigrati che hanno aperto un’impresa in Italia: nei dodici mesi dello scorso anno, le imprese individuali aperte da cittadini nati fuori dell’Unione Europea sono aumentate di quasi 23mila unità, portando il totale di queste realtà a superare quota 350mila, il 10,9% di tutte le imprese individuali operanti nel nostro Paese. Cinque anni fa, a fine 2010, erano 100.000 in meno. Il dato assume ancora maggior significato considerando che il saldo complessivo delle imprese individuali lo scorso anno è stato pari a -0,1%.

Lo rilevano Unioncamere-InfoCamere sulla base dei dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio italiane.

La presenza di piccoli imprenditori extra-UE si rivela particolarmente significativa nelle attività artigiane: oggi sono oltre 120mila, un terzo di tutte le micro-aziende di immigrati, con forti specializzazioni in settori economici quali i servizi alle imprese (dove il 23% è extra-UE), il commercio (16,4%) e le costruzioni (15,2%).

La mappa della loro presenza sul territorio vede ai primi posti Toscana, Lombardia, Liguria e Lazio (tutte con una rappresentanza di micro-imprese di immigrati superiore al 15% del totale delle imprese individuali regionali), con Prato che, dall’alto del 40,9% di imprese individuali con passaporto extra-UE, si conferma la capitale virtuale dell’imprenditoria immigrata in Italia.

“Per gli stranieri giunti in Italia aprire un’impresa è certamente un modo per integrarsi nel nostro sistema economico e sociale” – commenta il Presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello. “Gli imponenti flussi migratori con i quali ci confrontiamo richiedono sicuramente politiche di accoglienza mirate. A queste, però, si possono affiancare strumenti e politiche di integrazione a basso costo quali quelle di supporto all’avvio dell’attività imprenditoriale. E’ questo un ambito nel quale le Camere di Commercio giocano un ruolo importante”.

Per quanto riguarda Latina, sulle 30.362 imprese iscritte al Registro Imprese, quelle provenienti da Paesi Extraeuropei sono 2.089, pari al 6,9% del totale (V. TABELLA 8)

Sono invece 3.978 le imprese straniere totali registrate (provenienti anche da Paesi europei), di cui 3.459 attive (86,95%), per una quota sull’universo imprenditoriale locale in costante crescita e giunta quasi al 7% (nel 2014 si attestava al 6,41%), a conferma di un trend demografico in continua crescita.

Il bilancio targato 2015 tra nuove iscrizioni e cessazioni è stato positivo per +301 imprese, trainato dal significativo contributo della realtà extracomunitarie, che incrementano le proprie fila di ulteriori 265 unità. Gli esiti complessivi conducono ad un tasso di crescita delle imprese straniere, certificato da Infocamere all’8,14%, che anche nel corso dell’ultimo anno si conferma superiore alle modeste dinamiche messe a segno dalle realtà “indigene” (+0,52% la relativa variazione), sebbene emerga un leggero rallentamento tendenziale del passo (+8,75% nel 2014).

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