HOTEL SELENE Caterina Giffuni dell’Hotel Selene di Pomezia spiega le caratteristiche, le peculiarità ed i vantaggi della sua professione

Mag 22 • NEWS PRO, Turismo • 1691 Views •

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Rinnovato nella struttura, negli arredi e nei comfort, l’Hotel Selene è uno dei più prestigiosi hotel 4 stelle di Pomezia, a 20 chilometri da Roma. Dispone di un moderno centro congressi che qualifica l’albergo come una delle più apprezzate location per organizzare meeting, convegni, riunioni aziendali, show room, conferenze stampa, corsi di formazione. Le 18 sale piacevoli, con le più moderne attrezzature congressuali tra cui videoproiettore, microfoni, amplificazione, predisposizione per video conferenza, dvd player, hanno la possibilità di ospitare da 10 a 600 persone, nelle diverse disposizioni in una cornice elegante ed efficiente che assicura la felice riuscita di ogni evento. Il ristorante dell’Hotel Selene è a disposizione degli organizzatori per supportare con il catering (coffee break, buffet, banchetti, colazioni di lavoro e cene di gala) ogni evento organizzato al centro congressi dell’albergo. E proprio del settore congressuale ci parla il suo “Hotel Manager”, Caterina Giffuni, che da ben 27 anni si occupa del congressuale sia come gestione diretta sia come, al giorno d’oggi, come direttore della struttura congressistica.

“E’ sicuramente un settore impegnativo ma ricco di soddisfazioni, dico sempre che è come per una artista portare a compimento una propria opera. Si comincia dal primo incontro con il cliente, che in alcuni casi è empatico nell’immediatezza ed in altri invece occorre conquistare la fiducia dell’interlocutore a piccoli passi. Poi ci sono le varie definizioni logistiche, che a volte comportano un impegno anche di mesi, per arrivare all’ansia della settimana precedente ed al “ripasso” del giorno prima, ed anche quando il tuo interlocutore è più esagitato del normale, devi mantenere la calma, trasmettere sicurezza e conquistare la sua fiducia. Mentre definisci ogni dettaglio con il cliente, comunichi ai vari reparti coinvolti i propri compiti e fai del tuo meglio per trasmettere patos, interesse e aspettative dell’ospite – ha spiegato la Giffuni -. E’ scontato dire che i giorni dello svolgimento del meeting diventi un servizio h24 per l’organizzatrice/organizzatore, che ha bisogno per stare più tranquillo/a di un unico interlocutore per tutti i servizi. L’imprevisto è però sempre dietro l’angolo: a quel punto entra in campo la capacità di problem solving. L’evento giunge al termine, saluti il responsabile e ogni volta vorresti sentirti dire “Grazie di tutto, è andato tutto benissimo, vi ringraziamo per la professionalità e l’accoglienza. Vi terremo certo presente per eventi futuri”. Non sempre però tutte le ciambelle escono con il buco, e a fronte di tanti sforzi anche emotivi, anche piccoli dettagli scalfiscono un lavoro collettivo. Quindi quando sembrava tutto concluso, ed era tempo di fare un respiro di sollievo e soddisfazione, si ricuce la tela cercando di capire come rimediare con rassicurazioni e gesti concreti, affinchè qualsiasi problema sia considerato solo un incidente di percorso e l’ospite torni a casa con un ottima impressione della struttura, dell’organizzazione e del servizio. In ultimo, ma non meno importante – ha concluso – è la parte umana di questa professione. E’ un po’ come viaggiare: ti permette di conoscere ogni giorno persone diverse ed ognuna di queste ti arricchisce si professionalmente, ma tanto umanamente. Per finire penso che una buona ricetta per fare bene nel congressuale sia: sinergia con il territorio, servizi al passo con i tempi, lealtà nella vendita, passione per il proprio lavoro ed essere sè stessi in ogni occasione”.

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