«Il declino della città Rochester prima del digitale. Quando la Kodak era la sovrana della fotografia»

Feb 9 • Arte e Cultura, RUBRICHE • 754 Views •

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Rochester è stata per decenni la sede della Kodak e a partire dagli anni Ottanta, ma soprattutto negli ultimi anni con l’avvento del digitale, ha subito un rapido declino prima della crisi.
Negli stabilimenti dell’area industriale circa sessantamila persone lavoravano per produrre le pellicole a rullo e alimentare la passione di milioni di amatori, prima che sul colosso indiscusso della fotografia si abbattesse lo tsunami della tecnologia digitale. Un fallimento che i più pessimisti prevedevano destinato a trasformare Rochester in una città fantasma, Catherine Leutenegger è una giovane fotografa svizzera che ha raccontato, nel suo progetto Kodak City, la città di Rochester, nello stato di New York, dove tra il 1887 e il 1889 George Eastman inventò la pellicola fotografica flessibile e fondò l’azienda multinazionale  Eastman Kodak, che diventò in pochi anni una delle società più conosciute in tutto il mondo e una delle più grandi nel settore delle pellicole e degli apparecchi fotografici.
«Voi premete il pulsante, noi facciamo il resto» era lo slogan del fondatore George Eastman. La sua intuizione del 1888 (4 anni prima della fondazione), rendere accessibile a tutti la fotocamera, alla fine si è realizzata in pieno.
Il progetto di Leutenegger si concentra proprio sul declino di Rochester «un tempo centro mondiale della fotografia e oggi marginalizzata e alla deriva»: un esempio di “città operaia”, dove la perdita di una sola industria ha portato a uno spopolamento generalizzato.
Negli stabilimenti della Kodak, che Leutenegger ha potuto visitare soltanto in parte, e nel resto della città molte cose sono rimaste com’erano trent’anni fa, al momento di massimo successo della
società. Fotografare questi posti, ha scritto Leutenegger, «è come ripescare dei momenti
dalla formaldeide». Le foto del progetto sono raccolte sul sito della fotografa e nel libro Kodak City.

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