Innovazione in Chirurgia mini-invasiva ed Health Technology Assessment nel Polo Pontino della Sapienza all’ICOT di Latina

Lug 14 • PRIMO PIANO • 1201 Views •

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Sempre più all’insegna dell’innovazione tecnologica la chirurgia mini-invasiva nelle sale operatorie del Padiglione Universitario della Sapienza presso l’ICOT di Latina. Ancora una volta protagonisti i chirurghi del reparto di Urologia universitaria diretto dal prof. Antonio Carbone. Un’equipe che si è messa sempre più in luce in campo nazionale ed internazionale per competenza e professionalità tali da renderla punto di riferimento per le principali aziende del settore tecnologico in chirurgia sulle procedure di Health Technology Assessment (HTA).
Quest’ultimo è un metodo scientifico, multidimensionale e multidisciplinare, per l’analisi delle implicazioni medico-cliniche, sociali, organizzative, economiche, etiche e legali di una tecnologia attraverso la valutazione dell’efficacia, la sicurezza, i costi, l’impatto sociale e organizzativo. L’obiettivo dell’HTA è, quindi, quello di valutare gli effetti reali e/o potenziali della tecnologia nonché l’impatto, conseguenze alla sua introduzione ed applicazione, per il sistema sanitario, l’economia e la società.
Nel mese di novembre scorso, in occasione di una sessione del Master “Innovazioni Tecnologiche in Chirurgia Laparoscopica Avanzata” tenuto dalla UOC di Urologia Universitaria e giunto alla sua quarta edizione, l’equipe del Prof. Carbone ha effettuato un intervento di nefroureterectomia laparoscopica con l’impiego di due innovativi strumenti per chirurgia mini-invasiva prodotti dalla azienda Olympus. In particolare, la procedura è stata eseguita utilizzando un dispositivo per dissezione ed emostasi di nuova concezione, il “Thunderbeat”, che associa in un unico manipolo l’energia ultrasonica e bipolare, e con l’impiego di una telecamera per visualizzazione tridimensionale dell’immagine dotata del cosiddetto Endo-Eye flex, un’estremità flessibile che consente un campo di visualizzazione endocorporea superiore alle telecamere tradizionali rigide. Questi strumenti, che hanno già dimostrato in letteratura un’ottima affidabilità in diversi campi chirurgici, sono stati utilizzati con successo dall’equipe di Urologia universitaria che ha potuto realizzare anche una vera e propria dimostrazione d’uso “didattica”, viste le circostanze “accademiche” in cui l’intervento si è svolto.
La seduta operatoria è proseguita con una serie di interventi di chirurgia endoscopica per il trattamento dell’iperplasia prostatica benigna e dei tumori della vescica, anche questi mediante l’utilizzo di sistemi Olympus per resezione bipolare, che consentono un notevole contenimento dell’emorragia intraoperatoria anche in procedure che richiedono tempi operatori prolungati. Una vera e propria dimostrazione di come coniugare innovazione tecnologica ed expertise chirurgico al servizio dei pazienti, riuscendo contestualmente a realizzare obiettivi formativi. Stanziata nel padiglione universitario della Sapienza all’ICOT da oltre 3 anni, l’Unità Operativa Complessa di Urologia conferma ancora una volta il suo profilo di vero e proprio “centro di riferimento” per la chirurgia urologica mini-invasiva, offrendo inoltre possibilità di crescita per urologi ed infermieri con numerose iniziative destinate alla formazione che si ripetono ogni anno accademico.

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