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Internazionalizzazione delle PMI, grazie alle CCIE_ Intervista alla Dott.ssa Pina Costa di Assocamerestero

Apr 29 • LE INTERVISTE, PRIMO PIANO • 2036 Views •

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a cura di Patrizia Scifo

IP Magazine ha rivolto tre domande alla dottoressa Pina Costa, responsabile dell’area “Promozione, Comunicazione e Sviluppo” di Assocamerestero, per comprendere appieno le funzionalità delle CCIE, e quanto effettivamente la loro opera di sostegno e promozione aiuti le imprese italiane nel processo di internazionalizzazione.

La crisi internazionale sembra penalizzare fortemente l’economia italiana. Ma qual è la percezione delle CCIE, che “abitano” i mercati esteri?

“Quando si parla di mercati esteri, sembra si tratti di un argomento molto lontano. In realtà, la crisi economica di questi anni ci ha fatto comprendere come la globalizzazione abbia rimescolato le carte, e come siamo tutti coinvolti in questa concatenazione di eventi. Le 81 Camere italiane nel mondo ci trasmettono quotidianamente un’immagine di faticosa ripresa attuata da quelle aziende che hanno avuto il coraggio di innovare e di mettersi in gioco, anche reinventandosi: perché innovazione non vuol dire soltanto disporre di nuove tecnologie, ma anche puntare ad una diversa relazionalità, dentro e fuori l’impresa. Come sottolineato di recente dal Monitor Distretti di Intesa Sanpaolo, nel terzo trimestre 2013 l’export dei distretti italiani ha mostrato segnali di accelerazione, registrando un aumento tendenziale pari al 5,5%. Nei primi nove mesi del 2013, l’incremento su base annua è stato pari al 4%, dato che lascia prevedere un tasso di crescita in chiusura d’anno superiore a quello dell’export italiano complessivo (pari al 3,8%). Questi risultati testimoniano proprio la capacità delle nostre aziende di intercettare una ‘domanda d’Italia’ che nel mondo è sempre più forte”.

 

Su cosa devono puntare le politiche di promozione per supportare le imprese nel processo di internazionalizzazione?

“Innanzitutto sull’impresa! Sembra banale dirlo, ma a volte ci si dimentica che l’internazionalizzazione è una dimensione dello sviluppo dell’impresa. Pertanto, non possiamo immaginare politiche per l’internazionalizzazione disgiunte da quelle più ampie che riguardano la crescita delle imprese e lo sviluppo del territorio. Sicuramente dobbiamo tutti sforzarci di più anche per immaginare strumenti e modalità di marketing più idonei per la domanda estera. Dobbiamo costruire progetti per alimentare alleanze strategiche e non solo per far vendere, perché l’impresa non cresce così, e bisogna avere il coraggio di dirlo. Le Camere di Commercio italiane all’Estero – da imprenditori dell’internazionalizzazione – conoscono bene il mercato e sanno che questo non aspetta. Ecco perché alla fine le imprese, pur di portare a termine le proprie operazioni, sviluppano una sorta di modello di ‘internazionalizzazione autarchica’, riorganizzandosi in modo da gestire in maniera autonoma la maggior parte dei servizi necessari”.

 

Alla luce di queste considerazioni, quale è il contributo della rete delle Camere di Commercio Italiane all’Estero?

“Se partiamo dal fatto che le Camere sono associazioni di imprenditori italiani ed esteri che operano in 55 Paesi e di fatto sono parte integrante delle business community di questi Paesi, possiamo definirle una comunità d’affari globale. Poca burocrazia, flessibilità, dinamismo ed efficienza per offrire alle imprese un supporto efficace e personalizzato in base al  loro grado di preparazione al mercato: nel caso di imprese di piccola e media dimensione, le CCIE sono un riferimento primario per essere orientati sui Paesi e le realtà d’interesse, sulle normative, sui finanziamenti e sulle agevolazioni. Per le imprese che intendono presidiare un mercato in modo più diretto, le CCIE erogano servizi a più alto valore aggiunto, come ad esempio quelli che aiutano a potenziare i canali di distribuzione dei propri prodotti individuando partner esteri affidabili ed ad individuare forme di investimento in loco per diversificare la propria produzione. È necessaria un’azione costante per rafforzare il radicamento sui territori esteri. Per questo, la rete delle 81 Camere di Commercio Italiane all’Estero investe ogni anno più dell’80% delle risorse in oltre 2mila iniziative promozionali per favorire il business italiano nel mondo: missioni imprenditoriali, incontri BtoB, partecipazione a manifestazioni fieristiche, ricerca partner. Abbiamo lavorato in questi anni con tutti i principali soggetti della promotion italiana e siamo fortemente collegati al Ministero dello Sviluppo Economico e al sistema camerale italiano. Nel 1970 lo Stato italiano ci ha individuato come rete originale e indispensabile per integrare il sistema di promozione del Made in Italy all’estero. Oggi siamo ancora presenti tra le istituzioni che presidiano l’internazionalizzazione, ma riteniamo che siamo sottovalutati per il livello di modernità del nostro sistema e per la capacità di interagire con i mercati e le imprese. Vogliamo essere ‘utilizzati’ meglio e collaborare di più nella definizione anche di politiche che, sicuramente, potrebbero arricchirsi del nostro essere Camere ‘binazionali’ e del fatto che sappiamo collegare nella multilateralità progetti, eventi e soprattutto imprese!”.

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