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La diffusione della Cartella Clinica Elettronica

Dic 7 • PRIMO PIANO, TECNOLOGIA • 786 Views •

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Marco Paparella, Senior Advisor dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità, Politecnico di Milano

Chiara Sgarbossa, Direttore dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità, Politecnico di Milano

Le strutture sanitarie si trovano di fronte a una sempre crescente esigenza di condividere tempestivamente informazioni clinico-sanitarie sia all’interno dell’azienda sia verso l’esterno, rendendo necessario il ripensamento delle logiche e degli strumenti usati per gestire tali informazioni, spesso reso possibile dall’innovazione digitale. I risultati della Ricerca 2015 dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano mostrano, però, come il quadro di adozione attuale di strumenti per la digitalizzazione di informazioni e documenti di tipo clinico-sanitario sia ancora frammentato e poco omogeneo, seppur in crescita rispetto agli anni precedenti.

La Cartella Clinica Elettronica (CCE), con 58 milioni di euro complessivamente investiti, rappresenta il principale ambito di innovazione digitale su cui le aziende sanitarie hanno allocato le proprie risorse economiche nel 2014. Inoltre, con il 42% dei CIO che prevede un incremento degli investimenti nel 2015, la CCE risulta anche uno degli ambiti su cui ci si attende nel breve periodo una maggior crescita.

La reale diffusione delle principali funzionalità della CCE risulta però ancora parziale. Oltre alle funzionalità basilari, maggiormente diffuse e con un buon livello di supporto alle attività – ad esempio la consultazione di referti e immagini o la gestione di richieste e prestazioni diagnostiche – sussistono una serie di funzionalità, ugualmente caratterizzanti, presenti solo parzialmente, se non addirittura assenti. Tra queste si evidenziano, in particolare, le funzionalità riguardanti la gestione della farmacoterapia (assente nel 33% dei casi) o la gestione clinica di ricovero (il diario medico/infermieristico è assente nel 31% dei casi, così come la rilevazione dei parametri vitali nel 52%). Inoltre, risulta ancora alta la percentuale di pagine generate in digitale, ma che vengono poi stampate ed inserite in modo cartaceo nella Cartella Clinica. L’Osservatorio ha quindi stimato che, con una completa diffusione della CCE e con la dematerializzazione completa delle cartelle cliniche, si potrebbero annullare i costi di stampa e di gestione del cartaceo e ottenere risparmi annui complessivi di 1,65 miliardi.

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