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La scelta di una cucina di qualità e senza compromessi alla conviviale per le nozze di diamante del Ristorante Chinappi

Mar 6 • PRIMO PIANO, SAPORI • 1295 Views •

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Il Ristorante Chinappi di Formia compie 60 anni e per festeggiare le nozze di diamante con la propria clientela ha organizzato nella giornata di ieri un incontro conviviale interamente dedicato alla cucina del Golfo di Gaeta.

Una storia familiare quella dei Chinappi, lunga ben tre generazioni che grazie a scelte di qualità dei prodotti e delle materie prime viene annoverato tra i più prestigiosi del territorio pontino. A dare gli auguri ai ristoratori anche il Sindaco della Città di Formia Sandro Bartolomeo con la consegna ufficiale di una targa come riconoscimento per il lavoro svolto in questi anni.

È il 1957 quando Antonio e Vincenza intraprendono il lungo percorso del ristorante,  per poi passare la gestione al figlio Franco, mitico pizzaiolo e a sua moglie Anna. Una passione, oltre che un lavoro, ereditata e portata avanti ben presto anche dal nipote Michele e dal figlio Stefano, quest’ultimo a capo dal 2006 di una delle realtà più interessanti della ristorazione romana.

Sei decenni, 1957 – 2017, contrassegnati da un patrimonio fatto di valori, passioni, tradizioni, ma anche innovazioni e avanguardie capaci di esaltare, senza mai svilire, la qualità di ogni singola pietanza proposta.

Ai fornelli la storia della gastronomia formiana affidata alle  mani sapienti di Anna Chinappi e Salvatore Marcia; in sala la cordialità di Michele e della moglie Angela, bravi nel creare quell’atmosfera elegante e discreta per far sentire ogni cliente come a casa propria.

A  tavola piatti i cui  ingredienti  sono tracciabili e rintracciabili, com’ è per le varietà ittiche del basso Mar Tirreno provenienti quotidianamente dalla pescheria di famiglia, sempre e secondo la stagionalità.

A far da filo conduttore tra passato, presente e futuro, il volume di ricette popolari raccolte dal professor Bruno Di Ciaccio, dal titolo: “La cucina di Gaeta”.

Ciceroni del gusto, oltre al padrone di casa, Michele Chinappi, anche la giornalista Tiziana Briguglio e lo storico dell’alimentazione Prof. Giuseppe Nocca, che hanno illustrato le origini e le caratteristiche di ogni pietanza dello speciale menù elaborato per l’occasione.

Protagonista della tavola il cibo identitario, quello cioè, composto da ingredienti completamente tracciabili e rintracciabili, scrigni preziosi dell’amore nutrito da ogni produttore per la propria terra e dal pescatore per il nostro mare.

Il pesce di Gianni Purificato, la pasta Cicerone del pastificio Paone, il Trombolotto di Fabio Stivali, i vini dell’Azienda agricola Artico e delle Antiche Cantine Migliaccio di Ponza, il rinomato pomodoro Torpedino di Fondi, l’oliva di Gaeta Dop ed il dolce di Christian sono solo alcune delle eccellenze scelte da Franco e Michele Chinappi, per una cucina che da sempre ha voluto fare della genuina produzione locale e del gusto l’autentico vessillo di una qualità senza compromessi.

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