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LE PROSPETTIVE DELLA “NUOVA TUNISIA” VISTE DA VICINO

Feb 28 • LE INTERVISTE, MONDO E MERCATI • 2155 Views •

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Intervista a Nourredine Zekri Direttore Generale FIPA

(Agenzia di Promozione dell’Investimento Estero di Tunisi)
A cura di Patrizia Scifo

1 La Tunisia oggi come si presenta per le imprese italiane che vorrebbero investire. E’ ancora uno dei mercati più ambiti del Mediterraneo?

“Oggi più che mai la nuova Tunisia costituisce certamente uno dei siti più credibili per gli investitori esteri ed in particolare per quelli italiani.
La transizione democratica, nel rispetto assoluto degli impegni assunti dalla Tunisia e nel consolidamento delle conquiste raggiunte, in particolare la modernità, l’apertura economica, la priorità accordata agli Investimenti Diretti Esteri, ha permesso al Paese di mantenere la propria posizione di leader economico in termini di competitività in Africa e nella sponda sud del Mediterraneo (fonte:WEF 2011-2012) e di rimanere il primo fornitore industriale della zona del Mediterraneo verso l’Europa. Infatti, il contesto macroeconomico risulta sano e il livello di indebitamento pubblico è gestibile, con un basso defi cit di bilancio.
Senza dimenticare che le normative che regolano gli investimenti sono oggi i più incentivanti per lo sviluppo delle imprese. Le imprese produttive estere presenti in Tunisia che consolidano la propria presenza alla fi ne del 2011, superano le 3.100, e di queste, il 25% è costituito da società italiane.
Inoltre, i molteplici accordi siglati dalla Tunisia in materia di libera circolazione delle merci, coniugati con
il clima di simpatia instauratosi e la sua posizione storica nelle maggiori questioni di attualità (in particolare
verso il popolo libico), rafforzano ancora di più la sua integrazione nel mercato mondiale (la Tunisia ha una popolazione di 11 milioni e un accesso ad un bacino di oltre 800 milioni di consumatori)”.

2 Quali sono i settori e le risorse che attraggono economicamente gli investitori stranieri e italiani in particolare?

“Oggi il 48% della popolazione ha meno di 25 anni: la Tunisia è un paese giovane ma soprattutto un vivaio
di talenti e di manodopera qualificata e competitiva, l’infrastruttura moderna è in pieno sviluppo e qui gli investitori esteri alla ricerca della competitività trovano le condizioni idonee per realizzare le proprie attività ad alto valore aggiunto, di qualità e a forte contenuto tecnologico. Questo si traduce nel fatto che i settori tradizionali trovano il proprio ambito di attività. Tra questi l’agroalimentare, il tessile, l’abbigliamento, la meccanica, l’elettrico e l’elettronico. Tuttavia la svolta vera risulta la crescente importanza che hanno assunto negli ultimi tempi e guardando al futuro, settori ad alto valore aggiunto quali l’offshoring, i componenti auto e l’aeronautica. I leader mondiali che hanno creduto nelle capacità della Tunisia sono già qui, ma gli attori principali presenti in Tunisia sono le PMI. Le caratteristiche della Tunisia, se non mi sbaglio, si adeguano perfettamente al tessuto industriale italiano”.

3 Considerando che la Tunisia ha vissuto da poco una svolta “epocale”, attraverso le elezioni svoltesi alla fi ne di ottobre, con quali parametri viene vista ora l’Italia in termini economici? Quali sono, secondo Lei, le premesse
per una equa e proficua collaborazione economica tra Italia e Tunisia?

“Dopo la svolta del gennaio 2011, la Tunisia ha dimostrato di essere in grado di creare le condizioni per
raggiungere il traguardo della democrazia come modello di società.
Infatti nel breve termine, sono stati intrapresi i passi giusti per formare la Costituente, tramite le prime elezioni
libere, il 23 ottobre 2011 con una forte affl uenza. Secondo il parere di tutti gli osservatori, il futuro della Tunisia sarà migliore e la scelta della via democratica rafforzerà ancora di più l’integrazione del paese nell’economia mondiale con un interesse accresciuto dei suoi partner, come hanno già annunciato la Banca Mondiale, la Banca Africana di Sviluppo e l’Unione Europea, che hanno confermato la sua volontà di accelerare il processo che mira a concedere alla Tunisia lo stato di partner privilegiato. Le progressioni democratiche pertanto consentiranno l’instaurazione di un clima d’affari più sano con una maggiore trasparenza e una buona governabilità, una minore corruzione ed ingerenza, tutti fattori questi che avvantaggeranno l’iniziativa creativa privata, sia locale che estera. L’Italia fa parte dei nostri partner privilegiati in quanto rappresenta il secondo paese investitore e il secondo paese dell’interscambio economico (per importazione/esportazione).

La cooperazione con l’Italia sarà senza dubbio consolidata e rafforzata, dal momento che oggi condividiamo gli
stessi principi di società, e non esistono più scuse per non portare avanti questo processo di collaborazione.
Tale processo diventerà un modello esemplare tra due vicini che distano solo 50 minuti di volo da capitale a capitale. I due paesi, culle delle due maggiori civiltà del Mediterraneo, hanno vissuto nel corso dei secoli momenti di vicinanza e lontananza ed oggi è possibile tra di loro una nuova e più stretta sinergia economica
per espandersi in nord Africa, in Africa e nel resto del mondo. Si tratta certamente di traguardi ambiziosi, tuttavia la volontà di entrambi i Governi e dei popoli è forte e determinata per raggiungere tali obiettivi”.

4 Quali sono i fattori che rappresenteranno una vera rinascita economica per il Paese?
L’abbattimento delle disuguaglianze economiche avverrà attraverso una cooperazione economica con altri Paesi del Mondo Arabo e una collaborazione con l’Europa?

La rivoluzione della Tunisia è nata per arrivare alla democrazia, ma soprattutto per la dignità del suo popolo, il diritto al lavoro e per ridurre le diseguaglianze regionali. Per noi si tratta, da una parte, di una sfi da, quella di assicurare e garantire lo sviluppo equilibrato dell’intero paese, dall’altra di un’opportunità da cogliere in quanto esistono risorse regionali non ancora valorizzate, con un’importante disponibilità di manodopera qualifi cata e motivata al lavoro. Gli sforzi e gli impegni avviati all’indomani della rivoluzione mirano alla rinascita economica di tutto il paese, partendo dall’infrastruttura di base, dalla clusterizzazione e dalla specializzazione
delle regioni, coniugati insieme ai vantaggi competitivi ed agli incentivi regionali dedicati.
Dall’avvio di questi programmi si evidenzia ed entra in gioco il rapporto di collaborazione con i partner economici della Tunisia. Tra questi, l’Europa rappresenta il nostro primo partner e consoliderà
certamente il proprio ruolo nel quadro Euro–Mediterraneo. Dall’altra parte, il contesto tunisino sarà arricchito da rapporti concreti con i paesi del mondo arabo, dell’estremo oriente e dell’America sino ad ora non pienamente sviluppati.
Per noi quindi i margini della Tunisia sono diventati più ampi.

FIPA TUNISIA
(Agence de Promotion de l’Investissement Extérieur)
Rue Slaheddine El Ammami – Centre Urbain Nord, 1004 Tunis
 www.investintunisia.tn

Leggi l’intervista pubblicata sul n. 1 di IPmagazine
INTERVISTA DIR FIPA TUNISIA

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