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L’identikit delle pmi italiane capaci di sconfiggere la crisi

Lug 23 • NEWS PRO, PRIMO PIANO • 784 Views •

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Esistono in Italia 327 piccole e medie imprese che crescono a un ritmo tre volte superiore alla media del settore e, a dispetto della crisi, hanno raddoppiato il reddito operativo negli ultimi cinque anni. Sono le eccellenti d’Italia che, per continuare a crescere, puntano sulla capacità di rispondere alle esigenze dei mercati globali, sull’internazionalizzazione e sull’innovazione digitale.
Le strategie di queste “eccellenze” italiane sono state evidenziate dall’Osservatorio Pmi 2014 nel report annuale redatto dalla società di consulenza Global Strategy, e presentato in occasione di un convegno tenutosi sul tema a Palazzo Mezzanotte di Milano.
Le 327 aziende hanno passato la selezione registrando tassi di crescita medi annui del fatturato tre volte superiori rispetto all’universo delle pmi (+10% vs. +3%) e un reddito operativo che è cresciuto nel periodo 2008-2012 di ben il 19% medio annuo (contro una diminuzione media del 3% da parte delle pmi “normali”).

IDENTIKIT DELLA PMI DI SUCCESSO.
Le imprese evidenziate dal report di Global Strategy operano in settori maturi (oltre il 30% appartiene alla meccanica e alla metallurgia), anche se si assiste a una progressiva affermazione di quelle di servizi principalmente attive nello sviluppo software, e più in generale attività di supporto alle funzioni d’ufficio.
In secondo luogo, tre su quattro sono situate nel Nord Italia (73%).
Si tratta di aziende dalla forte vocazione globale: realizzano infatti quasi il 40% del loro fatturato all’estero e prevedono di incrementare il valore della propria produzione aggredendo nuovi mercati o sviluppando nuove iniziative.
Infine, le pmi eccellenti sono fortemente orientate all’innovazione: investono ben il 5% del loro fatturato in ricerca e sviluppo. In particolare, la maggior parte di questo budget (53%) è ancora destinato al miglioramento del prodotto, mentre gli investimenti in digitalizzazione sono pari al 15%.

IL BRAND CONTA MENO.
L’impressione è che la crisi abbia premiato le imprese più dinamiche e veloci nel riuscire a comprendere come si stiano modificando i mercati. La capacità di rispondere alle esigenze del mercato infatti è diventata fattore strategico per ben il 75% delle imprese eccellenti. Sembra invece che, il valore del brand non basti più: la competizione sui mercati globali premia chi innova dal punto di vista sia del prodotto sia della strategia imprenditoriale, mentre l’importanza del marchio sembra aver subito un forte ridimensionamento.

PIÙ SOCIAL E INTERNAZIONALI. Le pmi eccellenti si sono dimostrate più evolute sul fronte dell’internazionalizzazione rispetto alla media nazionale. Basti pensare che il 93% del campione ha un sito in almeno un’altra lingua rispetto all’italiano, il 46% è presente su un social media, il 29% usa internet per servizi pre e post vendita, e infine il 15% vende online o su marketplace i propri prodotti (percentuale molto alta se tiene in conto che la maggior parte di queste aziende appartiene al b2b). Questo segmento di imprese è consapevole che, per competere in un mercato globale e in rapida evoluzione, il ricorso alle tecnologie digitali non sia più un’opportunità, ma una necessità. Ecco perché prevedono nei prossimi 3 anni di destinare circa il 15% del budget di Ricerca e Sviluppo proprio a soluzioni quali e-commerce evoluti, software per la gestione condivisa di dati e informazioni, piattaforme per l’ottimizzazione della supply chain.

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