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L’IMPERATIVO E’ CORRERE. Intervista a Fabio Miraglia, Presidente di Unindustria Latina

Ott 16 • LE INTERVISTE, PRIMO PIANO • 1819 Views •

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Il presidente di Unindustria Latina, Fabio Miraglia, è uno che corre, ha l’età per farlo e la curiosità necessaria per imporselo.

Presidente Miraglia, ha già individuato la prima cosa di cui questo territorio ha bisogno?
Non era un esercizio difficile, e se per noi industriali il rilancio dell’economia è legato indissolubilmente alle infrastrutture, non ho esitazioni nel dire che la prima cosa da fare, subito, è avviare i lavori di raddoppio della Roma-Latina. E’ quella l’opera della svolta per l’intero territorio pontino, sarà finalmente l’autostrada che non abbiamo mai avuto. Mi pare che i lavori stiano per iniziare ed è la notizia migliore che ho sentito negli ultimi tempi.
Ci vorrà del tempo, forse tanto, per vedere realizzato il raddoppio della Pontina. Nel frattempo?
Dobbiamo cercare di ottimizzare mettendo a frutto le risorse che abbiamo. Partiamo dalla geografia: il nostro è un territorio unico, con un corridoio pianeggiante percorso dalla ferrovia, dall’asse della Pontina e che affaccia sul mare con oltre centoventi chilometri di costa. Eccoli i tre nostri punti di riferimento, strade, ferrovia e portualità. A loro aggiungiamo l’Intermodale di Latina Scalo, che è direttamente collegato con la ferrovia. Se riuscissimo a mettere in asse queste risorse di cui disponiamo, potremmo fare un salto in avanti di parecchi anni sotto il profilo industriale. Provate a pensare se la farmaceutica avesse la possibilità di ricevere le materie prime e spedire il prodotto finito non utilizzando unicamente il trasporto su gomma, che in ogni caso va reso più veloce e sicuro. Proviamo a pensare lo stesso discorso per il mercato di Fondi, o per i prodotti ittici pescati a Terracina e a Gaeta. Sarebbe una rivoluzione. Ma sono anni che si prova senza successo a far partire l’Intermodale e le progettualità relative  all’autostrada del mare. Lo so, ma credo che attorno a questi due nodi fondamentali per la nostra economia si siano mosse delle figure isolate che non hanno trovato attorno a loro il concorso di interesse necessario a muovere le grandi idee e le grandi scommesse. Ritengo che se la classe produttiva di questo territorio, non soltanto gli industriali, si convince del fatto che è necessario dotarsi degli strumenti per uscire subito dalla crisi che ci opprime, allora troveremo in fretta la via d’uscita.

Ho trovato una grande disponibilità dalle istituzioni sullo sviluppo delle infrastrutture di viabilità. Del resto non abbiamo alternative, o questa provincia entra di diritto in Europa e nel mondo, oppure è destinata a morire. Non ci sono margini di sopravvivenza per chi non si adegua alle logiche di mercato planetarie. E mi pare che questo territorio non ambisca a diventare una riserva o un museo della disfatta.

Spero proprio per il progetto dell’autostrada Roma-Latina e della bretella Cisterna-Valmontone che i tempi possano addirittura accorciarsi vedendo già nei prossimi mesi, compatibilmente ai previsti iter procedurali, l’inizio dei lavori.

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