MOBILE ENTERPRISE A CHE PUNTO SIAMO?

Feb 9 • PRIMO PIANO, TECNOLOGIA • 701 Views •

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L’avvento dei nuovi Mobile Device, accompagnato dalla crescente capacità delle Mobile Biz-App di dimostrarsi efficaci strumenti per la gestione di singole attività o di interi processi, ha stimolato un interesse crescente verso le opportunità di innovazione. È dunque emerso il paradigma della “Mobile Enterprise”: l’insieme di soluzioni integrate e sistemiche che fanno leva sulle tecnologie mobili per
costruire veri e propri differenziali competitivi per le imprese.
Secondo l’ultima Ricerca dell’Osservatorio Mobile Enterprise della School of Management del Politecnico di Milano, la sensibilità verso i temi della Mobile Enterprise è in continua e decisa crescita, in particolare nelle aziende più grandi e strutturate del nostro paese. A dimostrarlo è il livello di priorità degli investimenti che i CIO di queste organizzazioni stanno riservando – e prevedono di riservare per il prossimo futuro – ai progetti Mobile a supporto dei processi di business (si veda Figu-
ra 1): questa priorità cresce dal 37% (6% priorità Alta e 31% Medio Alta) del 2012 al 40% del 2014 (9% priorità Alta e 31% Medio Alta), fino a raggiungere il 63% (21% priorità Alta, 42% Medio Alta) previsto per il 2016.
Recupero di produttività, incremento di efficienza, riduzione dei costi opera- tivi e significativo aumento di efficacia sono solo alcuni dei benefici che, guardando alla molteplicità dei Mobile Workers presenti nel nostro Paese, cessano di essere rilevanti soltanto per la singola impresa e assumono
portata sistemica: anche solo limitandoci agli elementi più tangibili e quantificabili è stato
possibile stimare che le soluzioni per la Mobile Enterprise nel 2014 hanno portato a un recupero di produttività di circa 9 miliardi di euro/anno.
Il valore generato dalle soluzioni per la Mobile Enterprise è elevato in tutti gli ambiti di introduzione: dalla vendita alla manutenzione, dalle operazioni alla logistica, fino alle attività trasversali di supporto amministrativo e/o organizzativo.
Le soluzioni mobili a supporto dei processi di business permettono alle organizzazioni di ottenere
molteplici benefici di efficacia ed efficienza; le ricerche che l’Osservatorio ha svolto nel corso
degli anni hanno evidenziato l’elevata redditività dei progetti di introduzione di queste soluzioni, traducendo questi elementi in termini economico-finanziari. Per esempio, l’introduzione di una
soluzione di Sales Force Automation permette di ridurre il costo del processo di vendita di alcuni euro per ogni ordine (tra 2,50 e 6,5 €/ordine), grazie alla possibilità di ridurre il numero di errori in fase di digitazione; ridurre il lead time del ciclo ordine-consegna-fatturazione; minimizzare gli spostamenti e
ottimizzare l’agenda dei venditori. Nell’ambito delle operazioni, introdurre una soluzione di Work Force Management consente di ottenere un beneficio pari ad alcune decine di euro per ogni intervento (fino a oltre 40 €/intervento). Nel caso dei processi amministrativi, una soluzione per la gestione di workflow approvativi “via Mobile” può portare risparmi nell’ordine di alcuni euro a ciclo, gra-
zie alla riduzione del tempo di approvazione, degli errori, del costo della documentazione cartacea stampata. Questo “trinomio”, in ambito business, rappresenta ormai anche un vero e proprio mer-
cato, che per valore ha superato, nel 2013, la soglia di 1.800 milioni di euro. Cifra che, nei prossimi 2 anni, l’Osservatorio Mobile Enterprise della School of Management del Politecnico di Milano stima in crescita fino a quasi 3 miliardi (a dispetto della crisi) con una crescita anno su anno attorno al 10%-15%.
La potenza dirompente dell’innovazione conseguibile attraverso i modelli della Mobile Enterprise pone le proprie solide radici nel trinomio composto da Mobile Device, Mobile Business App ed Enterprise App Store. Questo mix riesce a far leva sulle limitate barriere all’adozione da parte degli utenti per rinnovare, semplificandoli, i processi: di vendita, di manutenzione, di gestione del per-
sonale, di supply chain. I nuovi Mobile Device introducono nuove modalità di utilizzo, nuove funzionalità e soprattutto abbattono le difficoltà di apprendimento all’uso. Le Mobile Biz-App supportano in modo puntuale singole attività o interi processi di business e massimizzano la loro efficacia se sono sviluppate tenendo in considerazione la tipologia di device attraverso i quali verranno fruite. Infine, le piattaforme di Enterprise Application Store consentono alle Direzioni ICT
di monitorare e gestire centralmente, da un unico punto di controllo, tutto l’ecosistema Mobile sviluppato e le sue evoluzioni. Sul fronte dei Mobile Device, come è possibile immaginare, gli smartphone sono quelli diffusi nelle imprese che operano nel nostro Paese (già presenti nel 91% di esse e in procinto di entrare in un altro 5%). I tablet li seguono “a ruota”: se nel 2011 erano presenti nel 47% dei casi, nel 2014 questo valore sale al 66%. Questi device vengono introdotti prin-
cipalmente per Executive e C-Level (83%) e per le reti commerciali sul campo (54%) ma cresce, anche se con dinamiche più lente, il numero delle reti di manutentori che li hanno a disposizione. Tra i device a supporto dei processi di business non stupisce che tra i più diffusi figuri anche la “famiglia” dei terminali industriali, che hanno caratteristiche di robustezza e usabilità studiate appositamente per
l’uso in contesti particolari: si pensi ai terminali wearable di voice o finger picking, ma anche a quelli più tradizionali per la gestione delle merci nei magazzini (PDA, pistole, handheld, ecc., presenti nel 51% delle imprese analizzate e in procinto di entrare in un altro7%).
Ancora in un’aura di incertezza, senza chiare indicazioni sul tipo di partita che potranno giocare in ambito dell’impresa, troviamo i phablet, “smartphone grandi” con schermi dalle dimensioni paragonabili a quelle di un piccolo tablet, ad oggi presenti nel 19% delle imprese analizzate e nel prossimo futuro in procinto di entrare in un altro 17%, ed i nuovi dispositivi wearable, come per esempio gli smart watches o gli smart glasses, che hanno appena fatto il loro ingresso sulla scena, come
era ragionevole attendersi, hanno un tasso di penetrazione ancora embrionale (2%).
Le Mobile Biz-App, il secondo “pilastro” della Mobile Enterprise, sono sempre più diffuse nelle organizzazioni italiane e, a tendere, saranno introdotte da oltre il 90% dei CIO rispondenti. I CIO italiani sono sempre più intenzionati a introdurre Mobile Biz-App per cogliere appieno i benefici della Mobility: la ricerca rivela che ben il 51% dei CIO le ha già introdotte, in netta crescita rispetto all’omologo 35% del 2013. Solo il 9% del campione non ha ancora introdotto Mobile Biz-App e per ora non è interessato a farlo, mentre il 40% ha intenzione di introdurle in futuro (nel 12% dei casi si tratta di una decisione già presa).
Un ruolo centrale nella strategia Mobile delle grandi imprese spetta agli Enterprise Application Store (EAS). Gli EAS sono le piattaforme per “il controllo e la gestione” dell’ecosistema Mobile di un’azienda, rappresentato da Mobile Device e Mobile Biz-App. Queste piattaforme sono caratterizzate da funzionalità standard basiche di application management, come la pubblicazione di app, il “download” e il controllo degli accessi, la gestione del licensing e degli aggiornamenti (in modalità push), la verifica di integrità delle app. Accanto alle funzionalità di App Management, sempre più spesso si ricorre anche a piattaforme di Mobile Device Management, in grado di gestire l’intero ecosistema Mobile aziendale. Per introdurre una governance e una gestione più efficace a livello aziendale dell’ecosistema è spesso necessario arricchire gli Enterprise Application Store anche con le funzionalità tipiche delle soluzioni di Device Management. Grazie a queste ultime, infatti, è possibile garantire la sicurezza dei dati delle Mobile Biz-App presenti localmente sui device, effettuare il provisioning sui dispositivi, gestire la profilazione degli utenti e, in generale, garantire il rispetto delle policy aziendali.
La ricerca 2014 dell’Osservatorio conferma anche su questo fronte una dinamica importante e crescente di adozione: gli Enterprise Application Store sono già presenti nel 71% delle aziende che hanno già introdotto o stanno introducendo delle Mobile Biz-App e un altro 12% delle aziende li introdurrà (decisione già presa). In questo scenario in continuo cambiamento, alla luce delle op-
portunità offerte dalla Mobile Enterprise, dominare le dinamiche diventa un elemento cruciale, in grado di rappresentare un differenziale competitivo imprescindibile. Ed è proprio dalla capacità di governare questo fenomeno e ottenere il massimo dalle molteplici opportunità che esso può portare che emerge un fattore competitivo nuovo e ancora non completamente dominato.

OSSERVATORI DIGITAL INNOVATION
Le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT) svolgono un ruolo sempre più pervasivo e strategico in qualsiasi organizzazione, diventando una potente leva di innovazione e di miglioramento delle performance. Una corretta conoscenza di queste tecnologie e, soprattutto, del loro impatto sul business può portare una qualsiasi azienda a sfruttarle efficacemente per ottenere benefici significativi e migliorare la sua competitività.
Gli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico
di Milano nascono proprio con l’obiettivo di contribuire a questa conoscenza.
Gli Osservatori si rivolgono in particolare ai manager e ai decision makers delle aziende utilizzatrici di ICT per fornire loro informazioni sulle opportunità offerte dalle soluzioni più innovative attraverso ricerche puntuali, studi di caso, benchmark, video degli eventi, atti dei convegni. Gli Osservatori si rivolgono anche a tutte le aziende che offrono soluzioni e servizi ICT (software vendor, hardwa-
re vendor, service provider, consulenti, operatori del canale), fornendo fotografie approfondite sugli scenari di mercato in Italia, con l’intento di supportarle nella messa a punto di offerte più efficaci. Attraverso ricerche, rapporti, business case, convegni pubblici e workshop, gli Osservatori Digital In-
novation della School of Management del Politecnico di Milano rappresentano una fonte unica di informazioni, dati e conoscenza sui temi chiave dell’innovazione digitale abilitata dall’ICT.
Gli Osservatori sono ormai molteplici e affrontano in particolare tutte le tematiche più innovative, tra le quali l’Agenda Digitale, i servizi Cloud e ICT nella Pubblica Amministrazione e nelle imprese, l’innovazione digitale in vari settori (sanità, retail, turismo, utility) e, ovviamente, nel campo Mobile.

Permaggiori informazioni al riguardo www.osservatori.net; Twitter: @Osserv_Digital.
Le percentuali indicate sono non sono statisticamente significative e derivano da Survey e analisi effettuate su un panel di rispondenti non perfettamente sovrapposto nei diversi anni, tuttavia rappresentativo per numero di risposte complessivamente raccolte.
Per una trattazione approfondita si faccia riferimento al Report della Ricerca 2014 “The Mobile Enterprise Factor” dell’Osservatorio Mobile Enterprise della School of Management del Politecnico
di Milano, disponibile sul sito www.osservatori.net

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