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Tutela del Made In Italy: intervista a Luca Pezzani, Segretario Generale CCIE Marocco

Lug 31 • LE INTERVISTE, MONDO E MERCATI, PRIMO PIANO • 1114 Views •

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di Patrizia Scifo

Il fenomeno della contraffazione di prodotti italiani è molto diffuso nel mercato in cui opera? Quali sono i meccanismi di tutela previsti?
Se dovesse consigliare le aziende italiane sugli step propedeutici ad operare nel mercato locale senza dover incorrere in problematiche legate alla contraffazione, come suggerirebbe loro di muoversi? E una volta riscontrata la problematica, quali procedure o contatti è necessario attivare?
In questo contesto, il Progetto che state portando avanti come può aiutare le aziende italiane? Quali le attività ad oggi e quali iniziative sono in cantiere per il 2015?

1)      Il fenomeno della contraffazione di prodotti italiani è abbastanza diffuso in Marocco e spesso è legato a fenomeni di contrabbando. Riguarda prodotti molto diversi (abbigliamento, tessuti, prodotti alimentari, ricambi per auto e moto, materiale elettrico, cosmetici, cartucce per stampanti ecc.).

Per difendersi, il prerequisito fondamentale è che il marchio o il brevetto sia stato registrato sul territorio marocchino. Per quanto riguarda i marchi, una prima modalità di protezione, per via amministrativa, consiste nella possibilità di opporsi, entro due mesi dalla pubblicazione, a una domanda di registrazione del marchio. La domanda di opposizione deve essere inoltrata all’OMPIC dal proprietario, per esempio, di una marca registrata anteriormente. L’OMPIC decide entro 6 mesi, con provvedimento motivato, se l’opposizione è giustificata. E’ possibile fare ricorso contro la decisione dell’OMPIC unicamente presso la Corte d’Appello del Commercio di Casablanca. Inoltre, il legittimo proprietario di un marchio puo’ rivolgersi all’Amministrazione delle Dogane marocchine e chiedere la sospensione della messa in libera circolazione dei prodotti contraffatti o talmente simili da indurre confusione. La domanda deve essere corredata da elementi di prova adeguati e la Dogana è tenuta ad agire immediatamente. E’ pero’ con l’azione per contraffazione che si ha lo strumento più utile per proteggere i propri diritti di proprietà intellettuale.

La competenza è dei Tribunali del Commercio. Il ricorrente ha il diritto di utilizzare ogni mezzo per provare di essere vittima di contraffazione: puo’ infatti chiedere al Presidente del Tribunale, che decide en référé (con procedura diretta), di autorizzare, attraverso un ufficiale giudiziario coadiuvato da un esperto, una descrizione dettagliata, eventualmente anche con confisca temporanea, dei prodotti sospettati di contraffazione. Tale procedura permette alla parte lesa di interrompere, seppur temporaneamente, la continuazione del danno in attesa del giudizio definitivo. Le sanzioni penali previste per il contraffattore sono le seguenti (entrambe o in alternativa):
–          detenzione da 2 a 6 mesi;
–          penale da 50.000 a 500.000 dirham.

2)      Consigliamo a tutti di registrare il proprio marchio presso l’OMPIC: cio’ è la base per proteggersi in futuro da eventuali problemi di contraffazione o utilizzo improprio del marchio o del prodotto. E’ una procedura per la quale la Camera di Commercio puo’ assistere il richiedente e che costa poche centinaia di euro. Nel caso poi sorgessero problemi legati alla contraffazione, la Camera puo’ seguire l’azienda interessata durante tutte le procedura legali, amministrative o doganali che si rendessero necessarie, per non lasciarla sola in un contesto che spesso non conosce. Gli orgaismi fondamentali che devono essere coinvolti per la tutela della proprietà industriale sono l’OMPIC e la Dogana locale; in ultima istanza, i Tribunali del Commercio.

3)      Il progetto di cui siamo stati incaricati dal Ministero dello Sviluppo Economico è consistito, in primo luogo, nella realizzazione di uno studio sul quadro legale marocchino sul tema della protezione della proprietà intellettuale, per individuare il quadro legale e gli enti locali che operano in tale contesto. Lo studio è a disposizione di tutte le aziende italiane. Inoltre, è stata avviata un’opera di sensibilizzazione su questo tema, sia sul fronte marocchino attraverso vari incontri con le istituzioni locali, le Federazioni settoriali e le aziende (soprattutto quelle che rappresentano marchi italiani), sia sul fronte italiano: ogni imprenditore italiano che si presenta negli uffici camerali riceve dettagliate istruzioni sul tema e un invito a registrare il proprio marchio.

E’ un piccolo impegno che costa poco all’imprenditore ma che puo’ rivelarsi importante per proteggere la sua attività futura e presente.

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