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Web e Turismo. Intervista ad Attilio Celant, economista, geografo e docente accademico italiano.

Mag 30 • LE INTERVISTE • 1704 Views •

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Turismo sul web, intervista ad Attilio Celant

Turismo ed Internet: due settori che si integrano molto bene. Secondo lei perchè?

“Con internet il viaggio acquista un particolare spessore, un interesse altrimenti sconosciuto per chi lo pratica. Con internet il periodo di vacanza, la partecipazione ad un evento, ad un congresso, ad una manifestazione fieristica, a una mostra o quant’altro, viene vissuto in tre fasi distinte; quasi in tre modi diversi. Prima. Il viaggio viene immaginato, organizzato, vengono acquisiti ed organizzati tutti i suoi elementi. Vengono effettuate le scelte primarie: dal vettore per il trasporto all’albergo. Vengono fatte combinare le date, gli spostamenti, vengono decise le varianti e le cose da vedere. Il viaggio viene vissuto nelle menti e nell’immaginazione dei turisti. Durante. Il viaggio viene goduto attraverso le sue varie manifestazioni. Sono valutate le promesse del web e viene analizzata la rispondenza tra le qualità presenti nelle campagne di marketing con l’eventuale disappunto per quelle non mantenute. In questo caso si forma la non più remota possibilità di far sentire, al rientro, le proprie ragioni e i motivi dei disagi patiti. Dopo. Si attivano le reti, i social network, si condividono esperienze, fotografie, emozioni. Si scambiano impressioni, valutazioni sulla qualità dei servizi. A tal proposito va detto che con internet i fruitori dei viaggi sono più esigenti, più preparati, più sensibili alla qualità. Insomma, con internet ciascun turista diviene il protagonista del proprio viaggio e si ribalta il vecchio adagio pubblicitario di un tour operator nel quale il “turismo fai da te” era connotato negativamente. Non va poi trascurato che con internet la filiera turistica si accorcia sensibilmente e sia hanno significativi risparmi senza che la qualità sia scalfita”.

Cosa vende il turismo sul web, e quali sono le caratteristiche dei suoi prodotti?
“Con internet si vende praticamente tutto e nelle forme più semplici e friendly, fino a qualche tempo fa del tutto impensabili. L’ostacolo alla commerciabilità dei prodotti turistici è dato dalla capacità dell’offerta ad essere presente sulle piattaforme più diffuse e con gli approcci, interattivi, più semplici. Fino a pochi anni fa prerogativa delle generazioni più giovani, il turismo su internet si è pressoché diffuso a quasi tutte le componenti sociali. A proposito dei prodotti commerciabili va osservato che rimane ancora molto margine per le informazioni integrative e complementari. La presenza di strutture adatte alla accoglienza dei diversamente abili presenta grandi spazi di sviluppo; analogamente per le informazioni sulle flessibilità dell’offerta, quali la capacità di soddisfare richieste di diete particolari per ospiti con esigenze specifiche, dai celiaci ai vegetariani, dal cibo kosher ai turisti cui necessitano diete ipocaloriche, e via dicendo. Grandi possibilità di espandere il mercato internet risiedono poi nella interattività e nella possibilità di connettere domanda e offerta”.

Che ruolo svolgono le agenzie di comunicazione nel settore turismo?
“In un turismo che ogni giorno di più deve andare alla ricerca delle nicchie di mercato, il compito delle agenzie di comunicazione spazia su obiettivi molteplici, in funzione delle caratteristiche dell’imprenditore, della sua esperienza, della sua professionalità, dell’organizzazione dell’impresa e della qualificazione delle risorse umane che vi sono occupate. Le funzioni più diffuse riguardano il marketing, eventualmente con la georeferenziazione dei dati e delle in formazioni, e pertanto il marketing territoriale. La creazione dell’immagine delle aziende, del loro sito web, eventualmente del loro portale, e di tutte le attività di aggiornamento e di sviluppo; ma anche la gestione di banche dati, la creazione di brand e di loghi, la diffusione di newsletters”.

Quali sono le risorse dell’Italia nel settore? Malgrado la crisi economica, è possibile rilanciare il turismo, anche sfruttando le potenzialità del web?
“Nel nostro paese la situazione è molto divaricata e ha a che fare con i tempi ben più generali del digital divide, della copertura della banda larga (o superlarga), dell’accesso rapido e potente a internet. In Italia alcune regioni raggiungono punte di turismo via internet superiori alle medie dei paesi tecnologicamente all’avanguardia; a cui fanno riscontro zone in pesante ritardo a causa, fra l’altro, anche di una marcata carenza infrastrutturale. Non c’è dubbio, però, che internet, con le diverse potenzialità insite in questo strumento, rappresenti un grande fattore di affermazione del turismo. Naturalmente a condizioni che vengano rispettate le regole. Smartphone, tablet, computer, sono tutti strumenti in una fase di rapida evoluzione e con enormi, crescenti, capacità di interagire con le reti, i clouds, con le svariate piattaforme operative. Non è cambiato l’oggetto da commercializzare, ma si sono evoluti gli strumenti comunicativi e hanno generato una nuova domanda che potrà essere intercettata soltanto attraverso il ricorso ai nuovi linguaggi”.

Una sua previsione per l’anno 2013: quale sarà il cavallo di battaglia vincente nel settore?
“Nelle rilevazioni effettuate a proposito delle motivazioni del viaggio, su campioni casuali di visitatori, il motivo “culturale” viene indicato da circa il 50% del totale dei turisti in ingresso nel nostro paese. D’altro canto è ben risaputo che l’Italia è, forse per eccellenza, la culla delle civiltà del mondo occidentale; inoltre, in Italia – è altrettanto ben risaputo – sono presenti giacimenti artistici, storico-culturali, ma anche religiosi, paesaggistici, enogastronomici, praticamente infiniti. Questo del turismo culturale rimane il comparto sul quale scommettere e investire. E il ricorso agli strumenti informatici è, nuovamente, la chiave di volta per il rinnovamento del comparto. Manca un censimento delle nostre opere d’arte e, con esso, di una fruibilità virtuale. Se mancano informazioni sistematiche (e quindi organizzabili secondo i desiderata dei visitatori internet) sulle opere esposte sono gravemente carenti le informazioni sulle opere d’arte presenti nei magazzini e nei sotterranei dei nostri musei grandi e piccoli. Su questa filiera gli investimenti effettuati potrebbero avere grandi effetti di moltiplicazione. Ma in generale, il cavallo di battaglia vincente è il territorio, con tutte le sue potenzialità, i suoi caratteri, le sue specificità”.

di Daniele Triolo

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