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1° Summit Blue Forum Italia Network Il Parlamento europeo dalla parte del presidente Acampora

Redazione Giu 6
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La presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, riconosce pubblicamente la valenza del progetto promosso dal presidente Giovanni Acampora e sposa i principi contenuti nel ‘Manifesto Blue’

 

Lo scorso fine settimana, nel Golfo di Gaeta, è stata scritta una pagina di storia dell’Economia Blu.

A Villa Irlanda, il Blue Forum Italia Network, il summit internazionale dedicato all’Economia del Mare, ha coinvolto i ministri del Governo Draghi e i principali attori del Sistema Mare.

Ma i dibattiti della due giorni hanno suscitato anche l’interesse dell’Unione Europea, con la presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, che ha riconosciuto pubblicamente la valenza del progetto.

Perchè, come sottolineato più volte nel corso del summit dal presidente di SiCamera, Assonautica Italiana e Camera di Commercio di Frosinone-Latina, Giovanni Acampora, che ha fortemente voluto l’evento: “Siamo al Blue Forum per raccogliere la sfida dell’Ue, quella di passare dalla Crescita Blue a un’Economia del Mare sostenibile”.

 

 

La sfida di quella stessa Unione Europea che, nei giorni scorsi, ha considerato il Rapporto sull’Economia del Mare –  commissionato proprio dalla Camera di Commercio guidata da Acampora e presentato ufficialmente al Blue Forum dal Consigliere delegato all’Economia del Mare di Informare, Antonello Testa- una ‘Best practice’: un contenuto di livello tale da dover esser preso come modello.

Le due giornate del Forum hanno visto confrontarsi esponenti di governo, autorità militari, organi istituzionali e associativi, nazionali ed europei, ed esperti del settore.

Si è parlato di sicurezza e shipping, di ricerca, ambiente e innovazione e poi, ancora, di nautica portualità e crocieristico ma anche di pesca, cultura, sport e turismo.

Dibattiti che non hanno rappresentato un punto di arrivo ma di partenza, per raggiungere gli obiettivi del Green Deal, per mettere in campo le strategie per una Transizione che sia sostenibile anche dal punto di vista economico e sociale. Perchè, proprio dai lavori della due giorni, prenderà forma il Manifesto Blue per un’Economia del Mare sostenibile, inclusiva e innovativa.

La rotta è stata tracciata. E, a margine della kermesse, il presidente Giovanni Acampora fa un bilancio del 1° Summit Blue Forum Italia Network.

L’intervista

Presidente Acampora, lei è alla guida dell’ottava Camera di Commercio in Italia per peso economico. Un peso ampiamente dimostrato con un evento di spessore come quello tenutosi nei giorni scorsi. Perchè il “Blue Forum Italia Network” e perchè proprio nel Golfo di Gaeta?

“L’ho ribadito più volte nel corso del Summit, era necessario raccogliere la sfida europea di passare dalla crescita Blue a un’Economia del mare sostenibile, realizzando gli obiettivi ambiziosi del Green Deal di riduzione delle emissioni di carbonio di almeno il 55% entro il 2030, per conseguire la neutralità climatica entro il 2050.

E non era più possibile rimandare. C’era la necessità di unire le forze, di un confronto diretto che raccogliesse le istanze di tutti, di interloquire direttamente con il Governo e con i nostri rappresentanti in Europa. Ecco perchè il Blue Forum Italia Network.

Perchè ce lo chiede il Mare e perchè ce lo chiede il Pianeta. Il cambiamento climatico è sotto gli occhi di tutti ed è arrivato il momento di agire, di fare tutti la nostra parte.

Con orgoglio, posso dire che il Golfo di Gaeta è stato per due giorni la Capitale dell’economia sostenibile. A poche miglia nautiche da qui, sull’isola di Ventotene, nel 1941, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi scrissero il Manifesto di Ventotene, “Per un’Europa libera e unita”.

Un documento che conteneva i principi fondanti ed i valori comuni che hanno ispirato la costruzione della nostra Europa.

Erano dei visionari e, anche se la loro era una sfida ben più difficile e impegnativa, mi piace pensare che lo siamo stati anche noi. Che abbiamo dato il via a qualcosa per dimostrare che il vento stia cambiando e che siamo pronti a navigare con una rotta ben precisa”.

E proprio come quelli che lei ha definito dei visionari, anche voi avete iniziato a scivere il vostro Manifesto. Ecco, che cosa rappresenta il Manifesto Blue?

“Il nostro è un Manifesto per un’Economia del Mare sostenibile, inclusiva e innovativa.  E’ il momento di fare delle scelte e di agire perchè, come emerso dalle discussioni con gli esperti del settore, il mare è la fonte del 50% dell’ossigeno che respiriamo ogni giorno e di quell’ossigeno nessuno di noi può fare a meno.

Come nessuno di noi può fare a meno del mare, sia a livello economico che ambientale.

E allora, proprio dai lavori di questa due giorni, prenderà vita il nostro Manifesto per il mare e la sua economia. Un manifesto scritto a più mani che contiene già 34 punti condivisi.

Noi Utenti del mare, partendo dalle indicazioni dell’Unione europea, dal Manifesto di Assisi, dal Manifesto del Decennio del Mare e dal Blue Paper, lavoreremo per: rispondere alle sfide globali con responsabilità individuale e collettiva.

In un’ottica inclusiva e di condivisione;  prenderci cura del mare attraverso un’Economia Sostenibile, giusta ed equa; affermare il ruolo propulsore in termini di idee dell’Economia del Mare.

Per stimolare una ripresa rapida e duratura e proteggere il nostro pianeta; promuovere e sostenere nuove politiche di sviluppo che pongano l’Economia del Mare al centro della transizione sostenibile, sociale e digitale dell’Europa e dell’Italia.

Accompagnare la transizione ecologica da un Crescita Blu verso una Economia del mare sostenibile, etica e digitale; favorire tutti i network operanti in questa direzione, facilitando il dialogo tra tutte le realtà operanti nell’Economia del mare.

Integrare, unire e confrontare progetti, idee, eventi, buone pratiche che già operano nella direzione di un’Economia del mare sostenibile.

Per affrontare le sfide comuni sulle nuove economie, sulla sostenibilità e sui cambiamenti climatici; sostenere ogni iniziativa moltiplicatrice della blue economy e creare le condizioni per una governance sostenibile.

Abbiamo dato il via al Blue Forum Italia Network proprio per tutto questo. Ci abbiamo lavorato tanto, con l’obiettivo di costruire un forum di tutti gli utenti del mare d’Italia, d’Europa e del Mediterraneo”.

Tra le tante personalità intervenute al Blue Forum, anche il Ministro degli Affari Esteri. Di Maio ha affermato pubblicamente che l’inziativa da lei organizzata a Gaeta sia “Un servizio all’intero Paese”. Significa che la Camera di Commercio che lei rappresenta sta facendo un ottimo lavoro. Ne è soddisfatto?

“Posso dire che ci sono molti motivi di soddisfazione. Il successo del Blue Forum è il successo di tutti coloro che insieme a me hanno lavorato e creduto in questo progetto.

E’ il successo degli Utenti del mare. Un successo dovuto anche agli importanti contributi dei tantissimi relatori intervenuti e degli esponenti di Governo che si sono succeduti al Summit.

Abbiamo affermato con forza che siamo tutti dalla parte del mare e dell’ambiente ma, allo stesso tempo, che per ottenere la Transizione che l’Europa ci chiede occorre che le imprese e collettività siano messe nella condizione di poterla attuare.

Le risorse ci sono, serve incanalarle sui moderni binari della sostenibilità. L’ambiente ed il green ora sono economia, soprattutto sono economia blu. Lo abbiamo affermato tutti insieme e tutti insieme, ora, sappiamo in che direzione navigare”.

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