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LONDON FILM FESTIVAL

Redazione Ott 10
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di Alessandro Allocca

LONDRA – Si alza il sipario sulla 57esima edizione del London Film Festival che, partito con l’intenzione di offrire ai Londoners una panoramica di pellicole normalmente out dai circuiti più commerciali, è diventato col tempo uno degli appuntamenti più attesi della stagione cinematografica mondiale.

La conferma arriva, come sempre, dagli accordi che la direzione artistica della kermesse riesce ad ottenere con le Case di produzione. Questo si traduce in Red Carpet con sfilza di star quasi ogni sera, anteprime strappate ai festival competitor  e, soprattutto, un ventaglio internazionale dove, l’Italia, avrà la sua bella fetta, tutto questo da mercoledì 9 ottobre al 20.

Partiamo dal tappeto rosso: ad attraversarlo la prima e l’ultima sera (forse è la prima volta che avviene in un festival cinematografico) sarà Tom Hanks protagonista di ben due distinti film: “Captain Phillips” la notte di mercoledì 9, proiettato in occasione dell’Opening Gala, e “Saving Mr. Banks” proiettato in occasione del Closing Gala la notte del 20 ottobre. In questa seconda pellicola Hanks sarà al fianco, tra gli altri, di Emma Thompson, Paul Giamatti e Colin Farrell.  Ma, come anticipato, sono solo alcune delle star che approderanno a Londra durante i dodici giorni del Festival. Il pubblico londinese, e non solo, potrà ammirare Judi Denck in “Philomena” accanto a Steve Coogan e  Stephen Frears;  il regista Alfonso Cuarón e l’attrice Sandra Bullock per “Gravity”  che vede la partecipazione anche di George Clooney (ancora in stand by la sua presenza);  giocherà in casa l’inglesissimo Daniel Radcliffe  protagonista di “Kill Your Darling”;  “12 years a slave” vanta la regia di Steve McQueen con la co-produzione di Brad Pitt;  sfileranno per “Inside Llewyn Davis” Joel Coen e  Ethan Coen con  Oscar Isaac e Carey Mulligan; Kate Winslet sarà invece la protagonista di “Labor Day”; mentre Ralph Fiennes  sarà il volto di “The  Invisible Woman”; l’ormai lanciatissimo Joseph Gordon-Levitt è atteso per la presentazione di “Don Jon”; Tilda Swinton sarà invece la protagonista di “Only lovers left Alive”.

Per quanto riguarda la competizione vera e propria saranno tredici le pellicole in gara (nessuna partecipazione dell’Italia); la seconda competizione riguarda invece il migliore debutto cinematografico per i registi emergenti ed in questo caso tra le dodici pellicole spicca “Salvo” di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza considerato film rivelazione dell’ultimo Festival di Cannes tanto da aver ricevuto il Gran Prix de la Semaine de la Critique e il Prix Révélation della Semaine: narra la storia di un mafioso, Salvo per l’appunto, killer solitario e di ciò che avviene subito dopo aver commesso un nuovo delitto. La terza competizione è per la sezione documentari con particolare riferimento all’integrità, originalità e ai messaggi sociali e culturali, dodici le pellicole in gara, nessuna italiana.

Il London Film Festival, poi, offrirà nel corso della kermesse e in varie location una lunga serie di pellicole divise in varie tematiche, per un totale di circa 300 film provenienti da oltre 50 paesi. L’Italia, tra film di produzione diretta e co-produzioni, sarà presente oltre che con “Salvo”, ricordiamo unica pellicola in gara, con l’ormai conosciuto “Sacro Gra” vincitore del Leone d’Oro al Festival di Venezia: film-documentario di Gianfranco Rosi  girato per due anni attorno al celebre Gra, ossia il Grande Raccordo Anulare che circoscrive Roma; “Bertolucci on Bertolucci”  altra pellicola proveniente dall’ultima edizione del Festival di Venezia, nella quale Bernardo Bertolucci racconta se stesso in un film saggio firmato da Luca Guadagnino e Walter Fasano;  “Sandra” lavoro del 1965 di Luchino Visconti con una bellissima Claudia Cardinale restaurato per l’occasione: narra storie di corruzione, disperazione, tradimento e incesto;  “A Street in Palermo” che nella sua versione originale è in realtà titolato “’Via Castellana Bandiera”, film di di Emma Dante, presentato in concorso all’ultimo Festival di Venezia e vincitore della Coppa Volpi andata a Elena Cotta per la migliore interpretazione femminile, è un confronto-scontro tra due donne chiuse in un’auto una domenica pomeriggio nel centro del capoluogo siculo; “L’intrepido” di Gianni Amelio con Antonio Albanese che veste i panni di un lavoratore tramviere a Milano che si ritrova solo, ma fiero di sé per non aver abbandonato la sua dignità di uomo; “My class”, altro film con titolo personalizzato per il festival, nella sua versione originale è in realtà “La mia classe” di Daniele Caglianone con Valerio Mastandrea che veste i panni di un professore di scuola serale alle prese con una classe multietnica dove atti di razzismo, ma anche di solidarietà, sono all’ordine del giorni; “The happy years”, ossia “Anni Felici”, l’ultimo lavoro di Daniele Lucheti presentato al Festival di Torono, e non a quello di Venezia sollevando non poche polemiche, vede protagonisti Micaela Ramazzotti, Martina Gedeck e Kim Rossi Stuart, commedia romantica che racconta gli alti e bassi di un artista sperimentale che lotta nel 1970 l’Italia e il suo rapporto con la moglie e due figli.

Due invece le pellicole dove l’Italia è co-produttrice: con la Francia per “Honey” di e con Valeria Golino (per altro al suo debutto come regista) e Jasmine Trinca e Carlo Cecchi, la storia di una donna dall’apparenza con una vita semplice, ma che in realtà aiuta i malati terminali ad affrontare la morte;  con il Belgio e gli Stati Uniti “Stop the Pounding Heart” un dramma-documentario su una storia d’amore illecita tra due adolescenti nata in una comunità texana legatissima alle tradizioni.

Poi, per tutti coloro che si dovessero ritrovare a passare dalle parti della capitale inglese, è possibile prenotare anteprime e scoprire le ultime novità del LFF consultando il sito web ufficiale

Alessandro Allocca
Twitter @aleallocca

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