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L’ITALIA SI GIOCA LA CARTA UK

Redazione Apr 4
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di Alessandro Allocca

Si e’ conclusa a Londra “Ecobuild” la più importante fiera al mondo dedicata al settore dell’edilizia. Nel corso delle varie edizioni oltre novanta aziende del Bel Paese hanno preso parte con la speranza di accaparrarsi una parte della posta di miliardi di sterline messa sul piatto dal governo e dai privati inglesi.

LONDRA – Si fa sempre più solido il ponte che sta unendo l’Italia all’Inghilterra. Il riferimento non è più solo all’export di prodotti agroalimentari che sta crescendo anno dopo anno con introiti per le aziende del Bel Paese che ormai raggiungo cifre a sei zeri, ma anche ad altri settori che stanno trovando proprio negli Uk uno sbocco interessante per poter superare la crisi interna portando nuovo ossigeno nelle casse delle aziende. Infatti, se nei decenni passati il flusso tra i due Paesi riguardava persone senza arte e né parte che emigravano alla ricerca di un po’ di fortuna partendo dal lavapiatti per poi far carriera, negli ultimi anni questo flusso interessa per la maggior parte neolaureati o anche professionisti con un solido Cv che però non riescono più a trovare la loro dimensione in Italia (e in alcuni casi non sono mai riusciti a trovarla), giocandosi così la carta Inghilterra.

E non solo, perché il più recente fenomeno parla di un trasferimento totale di intere società che decidono di spostare la propria sede a Londra, dove la burocrazia è molto più lineare e la fiscalità meno opprimente soprattutto nella fase di set-up del business. Questo, come si potrà immaginare, riguarda comunque realtà imprenditoriali di piccole dimensioni che possono prendere armi, bagagli e di punto in bianco dare una svolta ai propri affari. Mentre per le grandi quello che sta accadendo è forse anche più semplice da mettere in pratica senza stravolgere più di tanto la propria quotidiana attività: produrre in Italia, esportare negli Uk.

Fatto sta che, anno dopo anno, l’export da un Paese verso l’altro sta crescendo sempre di più, avvantaggiato da quel ponte che si fa sempre più solido e con strade sempre più larghe, anche se percorso per ora in un’unica direzione: dal sud verso il nord. E uno dei settori che più di altri sta portando i suoi frutti alle aziende italiane, è quello delle costruzioni avvantaggiato da un momento di boom dell’edilizia che sta interessando l’Inghilterra che, a riprova di quanto detto, ha appena ospitato il più grande evento al mondo nel settore del design, dell’architettura, dell’edilizia eco-sostenibile e delle energie rinnovabili presso il centro espositivo ExCeL di Londra. La fiera ha visto nelle varie edizioni la partecipazione di oltre 90 aziende italiane (cartina tornasole dell’interesse che il Bel Paese sta avendo verso gli Uk) su uno spazio espositivo di oltre 1000 metri quadrati ed è stata visitata da più di 40 mila persone provenienti da oltre 100 paesi.

Tra le aziende italiane che quest’anno hanno preso parte spiccano nomi del livello come Alp Srl, Blackburns Metals, Bonetti Rubinetterie Valduggia, Bozzo Archimede Pavimenti, Cordivari, ET Solar Industry, ExtraFlame, Fassa Bortolo, FVG Energy, Giulio Barbieri S.p.A., La Nordica, Mcz Group, Palazzetti Lelio, Secco Sistemi.

L’appuntamento di Londra è il più importante al mondo – spiega Dino Hukic responsabile del progetto per la Camera di Commercio italiana negli Uk – tenendo conto della visibilità che offre, del numero di buyers presenti e provenienti da tutto il mondo, della crescente evoluzione ed espansione del mercato delle costruzioni , dello status di leadership economico che differenzia la capitale inglese dalle altre città europee e del resto del mondo. Una vetrina, insomma, che rappresenta molto per le aziende italiane ma anche per i compratori esteri consapevoli della validità del prodotto “made in Italy”.

Tanto che un intero padiglione di 195 metri quadrati è stato dedicato alla promozione del solo “prodotto italiano”; in altre parole, “The Italian Pavillon” ha costituito un’occasione unica non solo per esporre i propri servizi, ma anche costruire una sorta di “Italian brand awareness” che viene meno quando le aziende si presentano individualmente. Londra offre possibilità come nessun’altra città europea; in vista delle future edizioni asiatiche di Ecobuild, l’evento europeo ha rappresenta un’importante finestra di opportunità che mette in contatto Oriente e Occidente e attira buyers da tutto il mondo”.

Passando ai numeri, il mercato edile negli Uk è stimato per un valore totale di 90 miliardi di sterline l’anno, diviso in 63 miliardi per il mercato vero e proprio, 14 miliardi per i servizi professionali correlati e 13 miliardi di materiali. La “Construction Products Association” ha registrato un calo del 2,1% nel settore edilizio durante il 2013, ma prevede anche una crescita del 1,9% nel 2014 e del 3,8% nel 2015, per un totale di 5,5 miliardi di sterline per lo più investite nella realizzazione di infrastrutture. Dall’analisi emerge che i nuovi ordini nel primo trimestre del 2013 sono stati i più alti degli ultimi 30 mesi e si registra un aumento del 16% rispetto lo stesso periodo del 2012, una crescita guidata prevalentemente dal settore residenziale e lavori di ingegneria civile. I preventivi forniti dai costruttori sono aumentati dello 0,5% nel secondo trimestre 2013 rispetto al primo. Si stima che durante l’anno corrente i prezzi aumenteranno tra il 2% e il 4% a Londra , e del 2% fuori Londra.

Come si potrà immaginare, il mercato inglese viene visto di buon occhio dalle aziende italiane data la facilità di export che esso rappresenta rispetto ad altre parti del globo: via mare, via rotaia, via aerea o via gomma come si è detto, il ponte tra i due Paesi è sempre più solido e largo. E non solo, perché sul tavolo ad oggi ci sono miliardi di sterline che il Governo e i privati hanno messo per potenziare infrastrutture, ristrutturare intere aree, costruirne di nuove. Secondo la più recente relazione stilata dalla Camera di Commercio italiana di Londra, emerge che la stessa capitale inglese vanta un mercato particolarmente vivace anche grazie agli investimenti fatti con il progetto “crossrail” per i trasporti su rotaia con un picco di investimento tra il 2013 e il 2015 pari a 700 milioni di sterline oltre poi per la riqualificazione, a partire dal prossimo mese di maggio, del London Bridge, punto di riferimento della storia inglese, ma anche importante nodo di scambio cittadino.

Il Regno Unito prevede un piano di aggiornamento delle infrastrutture riguardanti le energie – aggiunge Dino Hukic – questo comprende investimenti che interessano centrali nucleari di nuova generazione e fino a venti nuove centrali termoelettriche entro il 2030. Nel 2013 la crescita del fatturato è stata del 7% fino a raggiungere quota 2.1 miliardi di sterline, e la crescita per il 2014 è stimata del 10% e del 15% nel 2015. Il trend nel campo delle energie rinnovabili risulta positivo, con prossimi investimenti eolici che inizieranno il prossimo anno, e che vedranno un incremento di capacità da 3GW a 18GW entro il 2020. Le strategie industriali prevedono che il settore globale dell’edilizia ecosostenibile crescerà del 22.8% grazie alle leggi a favore della riduzione dell’utilizzo di carbone e alla crescente domanda di prodotti green. Il Regno Unito è leader mondiale con l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 entro il 2050, e produrre il 15% dell’elettricità inglese da fonti rinnovabili entro il 2020. Le regolamentazioni energetiche sono diventate sempre più restrittive: aumenterà la percentuale di spesa per i servizi ad alta efficienza energetica, come l’illuminazione, o porte e finestre ad elevato potere isolante”.

Ma sul piatto c’è molto altro ancora che prevede un’apertura anche verso altri mercati. “Considerato il clima di ottimismo e i segnali positivi di crescita e innovazione che ci sopraggiungono dai mercati emergenti aggiunge – Dino Hukic, abbiamo ritenuto proficuo per le nostre aziende italiane puntare ad un arricchimento e una maggiore diversificazione del loro portfolio clienti, promuovendo il loro intervento alle prossime edizioni di “Ecobuild”, che si svolgeranno in Cina, India e, Sud est asiatico. Precisamente, specie negli ultimi anni, questi paesi hanno adottato nuove misure economiche per la promozione della crescita economica sostenibile, rafforzando in tal modo la loro capacità di attrarre investimenti esteri. La Cina ha investito centinaia di miliardi di dollari nell’edilizia ecosostenibile, confermando il primato di più grande mercato di costruzione al mondo. Per l’India la costruzione di “edifici verdi” e il miglioramento delle infrastrutture costituiscono una priorità per il governo; si prevede dunque che il settore delle costruzioni sarà il terzo più grande al mondo entro il 2020. Malaysia è una delle economie del Sud est asiatico a più rapida crescita e la green technology è diventata il principale motore dello sviluppo economico”.

Ma, in attesa di capire come meglio muoversi sul mercato extraeuropeo, ad oggi gli Uk sembra rappresentino la “gallina dalle uova d’oro”. Però, come si potrà ben capire, al tavolo delle contrattazioni l’Italia dovrà essere molto astuta perché non sarà l’unico paese a sedersi attorno: altri paesi europei cercheranno di strappare commesse attraendo verso di sé i milioni di sterline messi sul piatto dal Governo e dai privati inglesi. Una carta che, se giocata bene, potrebbe risollevare l’economia di alcune aziende del Bel Paese che, mai come ora, hanno bisogno di una boccata d’ossigeno per non rischiare il tracollo.

Alessandro Allocca

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