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INAUGURATO IL 6° WORKSHOP INTERNAZIONALE

Redazione Mag 5
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 Annunciata l’edizione straordinaria a maggio 2015 in occasione di Expo 2015  

Il giorno 22/05/2014  nella ex Chiesa di Santa Maria a Sperlonga, è stato aperto il 6° Workshop Internazionale Agrospazio, organizzato da Federlazio e da Aero Sekur, in collaborazione con il DLR (Agenzia spaziale tedesca) e con l’Università di Tucson in Arizona e con il contributo della Regione Lazio e della Camera di Commercio di Latina. Altissima la partecipazione di esperti provenienti da ogni parte del mondo. Durante i lavori, è stata annunciata l’organizzazione di una edizione straordinaria del Workshop Agrospazio a maggio 2015 in occasione di Expo 2015.E’ stato proprio l’imminente appuntamento con l’Esposizione Universale di Milano il cuore di molti interventi introduttivi della mattinata, in considerazione della grande assonanza tra le tematiche affrontate dai due progetti: agricoltura sostenibile, qualità nell’alimentazione ed energie rinnovabili.

“Parlare di Agrospazio” ha introdotto Silvio Rossignoli, Presidente Aero Sekur Spa e Federlazio Aerospazio e Difesa “coniugando in una sola parola il prodotto agricolo e lo spazio è quasi obbligatorio se pensiamo alle esigenze degli astronauti quando essi dovranno in futuro affrontare lunghi viaggi interplanetari e permanenze prolungate per esempio su Marte o sulla Luna. Legare saldamente lo spazio all’agricoltura è però anche un modo per evocare un sistema agricolo che avanza tecnologicamente e affronta il problema del proprio impatto ambientale molto più seriamente di quando accaduto finora.La strada che con il Convegno di Sperlonga vogliamo tracciare è ancora lunga e piena di difficoltà perché al fondo c’è un sogno, anzi due: la conquista umana dello spazio e un’agricoltura in terra rispettosa della vita. Questi due sogni, nati tanti anni fa quando organizzammo la prima Conferenza sull’Agrospazio, sono strettamente legati al futuro dell’umanità e delle nostre civiltà. Nello spazio un giorno noi umani dovremo vivere e i primi astronauti che si stabiliranno in basi nei pianeti a noi vicini dovranno probabilmente ripercorrere la via dello sviluppo umano come noi la conosciamo, prima raccoglitori, poi agricoltori, poi allevatori, ecc. (di caccia sui pianeti non se ne parla finora). E imparare a vivere come i nostri predecessori, con il vantaggio di un po’ più di tecnologia, ma in un ambiente molto più ostile. Sulla terra invece sarà impossibile in futuro vivere se le tecniche agricole non diventeranno più rispettose del cibo e dell’ambiente, imparando a risparmiare acqua, antiparassitari e fertilizzanti che rendono i nostri terreni e i nostri fiumi sempre più imbarazzanti. La speranza che tutto ciò si avveri è anche legata al grande sforzo che pochi appassionati portano avanti in convegni come il nostro”.

Per Saverio Motolese Direttore Federlazio Latina: “Novità di questa edizione è “Agrospace White Paper”, un documento che descrive i benefici, le sfide e le prospettive di Agrospazio. Rappresenta uno spartiacque importante nel lungo percorso di Agrospazio: il consolidamento del lavoro iniziato più di 10 anni fa. Stiamo raccogliendo i risultati del progetto che è nei suoi contenuti un patrimonio per tutti noi. Il libro bianco rafforza ancora di più l’aggregazione di tutti i soggetti partecipanti in un sistema che però è aperto a chiunque voglia dare il suo contributo. Poniamo le basi, dunque, per proteggere e valorizzare questo patrimonio che è Agrospazio. Principio fondante di Agrospazio è da sempre l’innovazione Tecnologica che caratterizza molte piccole e medie imprese che Federlazio rappresenta. Agrospazio è un esempio importante di cultura d’impresa, sintesi di valori che vogliamo divulgare: aggregazione, innovazione, ricerca e sviluppo, interazione con il mondo scientifico e universitario. Intorno ad Agrospazio si è venuto a creare un indotto virtuoso di PMI, di studiosi e di ricercatori delle agenzie spaziali e delle università più famose del mondo.

Il White Paper ha tra i suoi principali obiettivi quello di consolidare e accrescere il capitale umano, scientifico e imprenditoriale di Agrospazio, aggregando, intorno ai suoi principi ispiratori, istituzioni, associazioni, imprese e cittadini.Mi piace considerare il White Paper come un nuovo capitolo che si apre in seno al grande progetto di Agrospazio che oggi è diventata una realtà concreta con risultati misurabili che impongono un riconoscimento a tutti coloro che ci stanno lavorando e un impegno futuro per chi vorrà dare il proprio contributo. Questo è il significato che vogliamo dare al nostro White Paper”

 

Sono intervenuti, tra gli altri, l’Assessore allo Sviluppo Economico e alle Attività Produttive della Regione Lazio Guido Fabiani e il Presidente della Camera di Commercio di Latina e di Unioncamere Lazio Vincenzo Zottola. Guido Fabiani, Assessore Sviluppo Economico e Attività Produttive Regione Lazio “Unire la ricerca legata al Life Support degli astronauti nelle missioni spaziali all’agricoltura più avanzata significa entrare pienamente nelle tematiche più importanti discusse oggi dalla comunità internazionale. Nel progetto Agrospazio si intrecciano all’aerospazio, all’agrifood e all’ICT, tematiche come il migliore utilizzo delle risorse, la sostenibilità ambientale, nuove forme di produzione di energie rinnovabili, la tutela della salute. Si tratta di un modo innovativo per rispondere alle sfide di Expo 2015, che ci chiede di “Nutrire il Pianeta” e dare “Energia per la Vita”. Un nuovo modello di sviluppo che nasce nel Lazio e dal Lazio trae la sua forza progettuale e sperimentale.

Ecco perché la Regione ha ritenuto giusto sostenere questa manifestazione, perché spinge fortemente in direzione dell’innovazione, che è uno degli obiettivi prioritari dell’amministrazione regionale e che fa da sfondo ad alcuni dei più significativi interventi messi in campo in materia di sostegno allo sviluppo economico e all’imprenditorialità: si pensi ad esempio ai recenti bandi “Horizon 2020” o “Creativi Digitali”. L’aerospazio rappresenta uno dei più importanti settori di sviluppo industriale della Regione, grazie alla sua capacità trasversale di attivare competenze e applicazioni, capaci di arrivare, come in questo caso, fino all’agroalimentare. Non a caso il Lazio ha assunto un ruolo di capofila in Nereus, la Rete europea delle Regioni utilizzatrici di tecnologie spaziali, e si è fatta promotrice, proprio nei giorni scorsi, della nascita del Tavolo Nazionale per la creazione del Pei “Spazio”, il Partenariato Europeo per l’Innovazione in materia di Spazio”.

Vincenzo Zottola, Presidente Camera di Commercio di Latina e Unioncamere Lazio

“Seguiamo fin dall’inizio il percorso di Agrospazio, convinti che rappresenti un’eccellenza importante della nostra economia. Siamo molto orgogliosi di aver visto nascere e crescere un progetto che ha dimostrato di saper aggregare intorno a sé le più elevate competenze internazionali legate alla ricerca spaziale e alle nuove frontiere dell’agricoltura e di diventare l’unica occasione mondiale di dibattito intorno a queste tematiche.Dal nostro territorio nel 2004 è stata lanciata una sfida che è oggi una sfida globale, quella di un sistema di coltivazione sano, pulito e rispettoso dell’ambiente e delle sue risorse. In questo Workshop si discuterà di temi che tra poco più di un anno saranno al centro del confronto mondiale impegnato in Expo 2015.

Il settore dell’aerospazio si dimostra così il più pronto a riadattarsi in nuovi ambiti e nuovi obiettivi, potendo contare su competenze trasversali ad altissimo valore aggiunto. Ancora una volta le più sofisticate tecnologie arrivano a sostegno di altri settori produttivi ancora poco avanzati. Sostenere il progetto Agrospazio significa sostenere dinamiche imprenditoriali volte all’innovazione, alla ricerca e all’internazionalizzazione. Le uniche che possano realmente contribuire a un innalzamento della nostra competitività. Il sistema camerale non poteva non esserci, perché l’aerospazio e l’agroalimentare rappresentano due settori strategici che portano Latina e il Lazio a competere nei mercati mondiali. E perché il sogno nato nel 2004 di coltivare nello spazio, su Marte o sulla Luna, assume oggi contorni sempre più concreti”.