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MONDO E MERCATI Primo piano Sapori

Eccellenze agroalimentari pontine: ecco sua maestà il Cocomero

Redazione Ago 8
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L’agricoltura pontina ha investito molto nella specializzazione puntando sulla coltura del cocomero che, secondo i dati Istat, si posiziona al terzo posto della produzione nazionale.

In Provincia di Latina attualmente sono interessati alle coltivazioni circa 4.500 ettari, il che significa che un cocomero su quattro di quelli distribuiti in Italia viene prodotto in loco. La disponibilità commerciale si ha dai primi di maggio fino alla metà di settembre, a volte, anche oltre. Il distretto occupa circa 4.000 addetti, 70 cooperative agricole e un indotto di 100 milioni di euro.

La zona di produzione del Cocomero Pontino riguarda i comuni di Sabaudia, San Felice Circeo, Terracina, Latina, Pontinia, Sezze, Priverno, Aprilia e Cisterna di Latina.

Tra i terreni considerati più vocati per le primizie e le produzioni di eccellenza, l’area compresa tra Terracina, Sabaudia e San Felice Circeo, il celebre Triangolo d’Oro, dove si concentra la maggior parte del raccolto. Il cocomero pontino grazie ad un’intensa attività di promozione e sensibilizzazione avviata da circa un anno da una rete di cooperative agricole coordinate da Claudio Filosa della Latina Ortaggi è entrato ufficialmente tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali riconosciuti dalla Repubblica Italiana con Decreto del Ministro delle Politiche Agricole, alimentari, Forestali e del Turismo nel marzo 2019.

Definito da molti come “migliore del mondo”, il Cocomero Pontino deve la sua straordinaria bontà alle particolari condizioni pedoclimatiche esclusive di questa porzione del basso Lazio dove il cocomero ha cominciato ad essere impiantato negli anni immediatamente seguenti le bonifiche pontine.

Profumi e sapori che solo qui assumono le loro caratteristiche migliori, avvalorate anche da metodi di produzione e certificazioni aziendali che riportano alle buone pratiche agricole, al rispetto dell’ambiente (Global Gap) e alla sottoscrizione di un Patto Etico con i lavoratori.

“Il sapore del cocomero pontino si presenta moderatamente croccante  – conferma l’agronomo e docente di scienze dell’alimentazione professor Giuseppe Nocca – grazie alla sua polpa soda che in nessun caso rilascia naturalmente liquidi nel piatto, ma solo successivamente alla masticazione; è privo di sentori erbacei e sapido per la presenza di potassio che ne accentua la capacità di soddisfare la sete. Il colore rosso intenso non vira mai al carminio. Il sapore dolce per la presenza di fruttosio non è stucchevole poiché bilanciato dal contenuto di acidi organici che ne assicura la freschezza al palato. l’aromaticità della polpa non è una carattere dominante”.

 

facebook/cocomeropontino

 

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