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Marketing Primo piano

Automotive e social media, binomio vincente

Redazione Lug 7
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Ne parliamo con Luca Rallo: influencer, blogger, formatore, giornalista

Scarica l’articolo su IPmag Digital di Giugno: https://bit.ly/2CrmmHN

L’importanza dei social media e dell’influencer marketing nel mondo dei motori

Quanto è importante saper raccontare una storia? Come fare per tenere il lettore o l’ascoltatore agganciato mantenendo sempre alta l’attenzione?

Se è vero che la scelta migliore sia sempre l’autenticità quando si narra qualcosa sui social, i social media diventano uno strumento fondamentale per chi racconta e si racconta.

Ovviamente, ogni settore ha le sue peculiarità. Analizzando il mondo automotive, non possiamo negare che oggi non si può pensare di vendere una macchina, di lanciarla sul mercato, di raccontarla, senza utilizzare i social media. Anzitutto, l’automotive è particolarmente adatto per essere raccontato, attraverso immagini e video, sui social media.

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Come sappiamo e leggiamo, quando un nuovo modello viene lancia

to, l’invito è sempre quello di andare dal concessionario di zona per vederlo, toccarlo, provarlo. Questo, però, non basta. Il cliente, oggi, quando arriva nel punto vendita già sa tutto di quell’auto, ne conosce i segreti, i

punti di forza e, forse, anche i difetti. Perché questo accade? Attraverso i social, i consumatori riescono a trovare tutte le informazioni necessarie tramite i siti delle case produttrici, le recensioni delle testate specialistiche, i video degli influencer e, soprattutto, le esperienze degli utenti. Quando un utente si decidere ad andare dal concessionario, ha già deciso quale auto acquistare.

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Possiamo affermare che, come molti altri settori, anche quello dell’automotive è entrato prepotentemente all’interno della rivoluzione digitale. A trasformarsi, però, è stato anche il comportamento dei potenziali acquirenti da quando il mondo dell’auto è approdato sulle piattaforme digitali, sui social media.

I numeri sono sorprendenti e confermano le nostre intuizioni: se è vero che il 40% delle persone a livello mondiale, prima di acquistare un’autovettura, si affida ai canali social per reperire informazioni, circa 1 su 4 condivide solo la propria esperienza d’acquisto.

È evidente l’importanza che il digital e i social media hanno per il settore automotive: i consumatori hanno la possibilità di creare un rapporto diretto con le case automobilistiche che ricevono un assist importante, fondamentale, ovvero utilizzare i social per inspirare, informare e fornire assistenza in tempo reale, generando un dialogo senza filtri fatto di immagini, video, ma anche promozioni e contest.

Secondo step, scegliere il canale giusto: ma quali sono quelli maggiormente usati? Da una ricerca di We Are Social è emerso che l’84% di chi acquista un veicolo è presente su Facebook, uno dei canali maggiormente usati anche dalle case automobilistiche e utilissima sul local.

A seguire sicuramente Instagram e in alcuni casi anche Twitter, a seconda del target che si vuole raggiungere. Leggermente distaccato YouTube, ma pur sempre utilissimo per le video recensioni.

In questo ambito, il social media marketing diventa uno strumento fondamentale per raggiungere il pubblico realmente in target con un particolare settore. Anche se, parlare da soli della propria azienda, del prodotto o del servizio, diventa un po’ troppo autoreferenziale e quindi può essere utile trovare delle alternative. Una di queste è sicuramente l’influencer marketing, del quale abbiamo già parlato su queste pagine.

Una recente ricerca presenta il “Car Influencer” come uno dei prossimi cinque mestieri che vedremo nel mondo dell’automotive, insieme allo Small Data Analyst, il Business Development Center Manager, il Customer Advisor e l’Automotive Digital Manager.

In particolare, l’influencer del settore automotive è di fatto la nuova generazione dei test-driver, un appassionato di motori che ha anche competenze digitali ed è in grado di costruire uno storytelling attorno all’auto, raccontando agli utenti le ultime tendenze, chiarendo dubbi comuni con recensioni ed esperienze reali, guidando di fatto il consumatore all’acquisto ideale.

A questo proposito, oggi vediamo però una case history concreta e reale, che parte dall’esperienza per arrivare ai numeri.

Nella seconda metà di dicembre, in accordo con Nissan Italia, ho avuto la possibilità di guidare per 15 giorni una Nissan LEAF, l’auto 100% elettrica e quindi a zero emissioni, più venduta al mondo.

Un privilegio importante che mi ha consentito di toccare con mano il futuro dell’automotive e soprattutto poterlo apprezzare per un periodo lungo, tra pregi (tanti) e difetti (nessuno direttamente). L’auto elettrica, in questo momento, è la soluzione ideale sia per innovazione tecnologica, sicurezza e comfort, ma anche per risparmio energetico e, perché no, anche economico.

Tra i pregi, ovviamente, l’elevata tecnologia che una macchina così può offrire, sia in termini di funzionalità all’interno del veicolo, sia per l’assistenza al guidatore che si sente coccolato nell’abitacolo e protetto dall’esterno: la guida è decisamente agevolata e più fluida, infatti l’innovazione al servizio dell’uomo ha proprio la prerogativa di migliorare l’esperienza di guida ed essere quindi più attento alla strada, oltre che aiutato dal sistema nei momenti di pericolo.

Tra i difetti, abbiamo solo la poca diffusione di colonnine, ma la situazione nel Paese sta decisamente migliorando mese dopo mese e la stessa Nissan qualche settimana fa ha lanciato la nuova LEAF e+ con maggior autonomia.

Interessante l’aspetto legato alle ricariche, con l’utilizzo dell’App per la ricerca delle colonnine e la gestione del tempo e dell’energia per ottimizzare i viaggi e recuperare tempo prezioso.

Passando invece all’aspetto vero dello storytelling, guidare l’auto non è stato un semplice test-drive, ma una vera esperienza di vita sostenibile, 15 giorni a zero emissioni che sono stati raccontati sui social.

Sia per la mia indole, sia per le caratteristiche della Nissan LEAF, il canale più utilizzato è stato Twitter, con ben 34 contenuti condivisi con numeri interessanti a livello di interazioni: circa 600 risposte, oltre 600 RT e 1200 like per un totale di 190.000 visualizzazioni.

Una menzione speciale riguarda il fatto che i numeri sono totalmente organici, ovvero senza alcuna sponsorizzazione.

Il secondo canale più utilizzato è stato Instagram con 9 post sul feed, per un totale di 35 foto e 2 video, ma soprattutto 39 stories.

Per quanto queste ultime siano contenuti effimeri che quindi durano solo 24 ore, in totale hanno generato numeri davvero notevoli, sia dal punto di vista organico che sponsorizzato: 46000 visualizzazioni e 100 interazioni sono state raccolte in maniera del tutto organica, mentre sono bastate due stories sponsorizzate per raggiungere 160.000 persone in target per un totale di 300.000 visualizzazioni e 300 interazioni con le stories.

I post su Instagram hanno fruttato 7000 like, 800 commenti, 200 tra condivisioni e salvataggi del post, e una copertura di 70000 persone e 25000 views ai due video. Utilissimi anche Facebook e LinkedIn, con 9 post condivisi su ciascun social e interazioni spontanee e soprattutto interessate all’argomento della mobilità elettrica.

Come già detto, i social media diventano un importante veicolo per raccontare un’esperienza come quella abbastanza non comune di guidare, nella quotidianità, una macchina elettrica, sfidando tutte le difficoltà ancora esistenti ma in via di risoluzione.

Un aspetto importante riguarda la geolocalizzazione: in questo caso, la scelta è stata quella di coprire tutto il panorama nazionale, senza distinzioni. Immaginate però di calare quest’attività sul territorio e di investire una parte del budget, come è stato fatto per le stories di Instagram, in contenuti brandizzati e quindi 100% in target: capite la grande potenzialità di questo sistema?

Ai post, l’ardua sentenza. Luca Rallo https://www.linkedin.com/in/lucarallo/

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