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Inaugurato COOKERY REBIBBIA PROGETTO DI FORMAZIONE E INCLUSIONE SOCIALE RIVOLTO AI DETENUTI

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Inaugurato COOKERY REBIBBIA PROGETTO DI FORMAZIONE E INCLUSIONE SOCIALE RIVOLTO AI DETENUTI

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di Tiziana Briguglio

Al via COOKERY REBIBBIA, il bar tavola calda inaugurato a Roma, in via Bartolo Longo 82, all’esterno delle mura carcerarie per permettere ai detenuti della Casa Circondariale Terza Rebibbia la vendita al pubblico dei prodotti di panificazione e gastronomia realizzati all’interno del laboratorio presente nell’intercinta.Un’occasione resa possibile grazie alla fattiva collaborazione tra la Direzione penitenziaria e il Gruppo CR S.p.A.che il primo dicembre dello scorso anno, in pieno lockdown, ha permesso la riattivazione dell’opificio e la selezione di ben 7 detenuti di cui 2 semiliberi per essere avviati all’attività di Fornaio. A coordinarli Walter De Martin Pinter, giá componente del Gruppo Giovani Panificatori Farchioni e oggi responsabile della produzione Cookery sia di panetteria che di pasticceria. Al centro dell’iniziativa il progetto d’inclusione sociale #Ricomincio da 3#  per consentire ai detenuti di rimettersi in gioco puntando sui propri punti di forza: abilità personali, impegno,creatività e, soprattutto, disponibilità alcambiamento. Presentato ufficialmente al pubblico  dalla dirigente penitenziaria Annamaria Trapazzo e dall’amministratore delegato del Gruppo CR  Spa Edoardo Ribeca, con l’attore Pino Insegno in veste di presentatore d’eccezione, Cookery Rebibbia è una vera e propria boutique del gusto caratterizzata da eleganti spazi aperti al pubblico dal lunedì al sabato, dalle  otto del mattino alle venti di sera, dove chiunque si può recare non solo per acquistare il pane o prendere un caffè, ma anche per trovare tutte quelle ricercatezze gastronomiche che ben si addicono a rendere la sosta piacevole e invitante.

Ad impreziosire l’offerta proposta ogni giorno alla clientela, oltre ad una trentina di referenze di panetteria e dolceria,  anche una grande varietà di primi, secondi e contorni, sempre nel rispetto della stagionalità. Insalate, cous cous, lasagne,  parmigiane di melanzane, straccetti di carne, pollo al curry, tagliate di frutta e gustosissimi prodotti di pasticceria che gli avventori possono sia portare via in pratiche confezioni da asporto che consumare in loco comodamente seduti  all’ombra dei grandi ombrelloni bianchi che denotano gli esterni del locale.  Una realtà in verità non nuova, esordita già nel 2013 ma arenatasi a causa di problematiche relative alla vecchia gestione, che nella sua fase iniziale ha potuto prendere corpo grazie al sostegno del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al contributo di Cassa Ammende e di imprenditori nazionali come Farchioni Olii S.p.A., a tutt’oggi fornitore unico delle farine 100% italiane adoperate e da sempre strenuo sostenitore del riscatto sociale dei detenuti.

 Dopo un periodo di chiusura dell’attività avvenuta nel maggio del 2019, il progetto oggi rinasce così con rinnovato slancio non solo nelle attività produttive ma, soprattutto, con la realizzazione in concreto del suo scopo originario, ossia quello di ampliare attraverso il lavoro l’offerta trattamentale dei detenuti attraverso la previsione della sottoscrizione di un “atto di adesione” con il quale queste persone esprimono la libera ma consapevole partecipazione alla riabilitazione sociale. Grazie al sostegno di questo Provvedimento adottato dall’Istituto, alla caparbietà della direttrice Annamaria Trapazzo ed alla profonda sensibilità ma anche grande intuizione di Edoardo Ribeca, giovane imprenditore del settore, il progetto torna alla luce con un entusiasmo nuovo perché entrambi consapevoli che solo attraverso azioni comuni, di formazione e inclusione sociale, la persona detenuta può riacquistare la propria dignità e la consapevolezza del suo valore. E’ bastato interpretare ed applicare, nel senso conforme al dettato costituzionale di cui all’art. 27, la volontà del legislatore, espressa già dal 1976 e rinnovata nel 2000, laddove prevede che “le lavorazioni penitenziarie, sia all’esterno che all’interno dell’Istituto, possono essere organizzate e gestite da imprese pubbliche e private in locali concessi in comodato d’uso dalle direzioni e che i rapporti fra la direzione e le imprese sono definiti con Convenzioni”.

Dopo l’avvio di una lunga procedura selettiva, è stata così individuata Cookery S.r.l., del Gruppo CR S.p.A.,  operante da più di 30 anni nel settore della grande distribuzione al dettaglio nella Regione Lazio e al centro di progetti di sviluppo focalizzati su inclusione, ecosostenibilità, e responsabilità sociale, con il quale è stato stipulato un accordo che prevede, tra l’altro, di devolvere alle attività trattamentali, alla fine dell’anno, 1% al lordo dell’iva dei prodotti venduti nel negozio. Prelibatezze che così come il pane prodotto all’interno della Casa Circondariale Terza di Rebibbia, vengono distribuite quotidianamente negli 11 punti vendita del Gruppo CR S.p.a, con gradevole riscontro dei consumatori. In un’ottica di sostenibilità e inclusione sociale a 360°, l’importante partnership tra  il Gruppo CR e la Croce Rossa Italiana che ha permesso di attivare anche per questa bottega il ritiro dell’invenduto da   redistribuire a famiglie bisognose e persone in difficoltà.

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#Ricomincio da tre# è anche il nome di un pane  ideato per l’occasione da Walter De Martin Pinter con il gruppo dei fornai di Rebibbia come segno di rinascita e di riscatto di queste persone.  

A renderlo unico un mix di farina di frumento  macinata a pietra, farina di farro integrale, malto tostato e semi di quinoa, lino e avena.

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