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Primo piano Sapori

I piatti della tradizione natalizia regione per regione

Redazione Dic 12
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Le pietanze tipiche dal nord al sud Italia

Usanze diverse, anche a tavola. La cucina italiana delle festività natalizie è ricca di sapori tradizionali che cambiano da una regione all’altra.

Uniti – in molti – dal costume di servire il pesce il giorno della Vigilia, il brodo il 25 e la frutta secca durante tutto il periodo natalizio.

Gli italiani che abitano il nord della penisola imbandiscono la propria tavola con primi piatti, secondi e dolci molto diversi rispetto agli abitanti del centro e del sud.
Ogni famiglia partorisce e tramanda le proprie tradizioni ma, in generale, questo è ciò che trovereste il giorno di Natale nelle case italiane.

In Piemonte vige l’uso degli agnolotti, specialità di pasta ripiena di carne; in Valtellina spopolano il cappone in brodo e la faraona arrosto.

A Verona e nel Gardese non può mancare il lesso con la pearà, salsa realizzata con pane grattugiato, parmigiano o grana, midollo di bue.

Burro, brodo di carne e abbondante pepe, che è tradizionalmente accompagnata al bollito misto.

A Modena il programma natalizio è a base di pesce: spaghetti con tonno, sgombro, acciughe e pomodoro seguiti da frittelle di baccalà e baccalà in umido con polenta, ma soprattutto dalle stortine, anguille cotte alla brace e marinate in aceto.

A Roma non può mancare la minestra di pesce come la pasta e broccoli in brodo di arzilla.

Particolarmente graditi anche gli spaghetti con le alici, il capitone, l’anguilla fritta o in carpione e l’insalata di puntarelle.

Il menù di pesce è previsto anche a Napoli.

Frittelle di baccalà e baccalà fritto, spaghetti alle vongole, frittura mista, pesce al forno e capitone.

D’obbligo “l’insalata di rinforzo”, cavolfiore lesso, insaporito da alici salate, olive e “papaccelle napoletane” ( peperoni conservati nell’aceto).

In Puglia si mangiano le pettole, frittelle di pasta lievitata, arricchite di pomodoro, capperi, olive o ricotta, salame, baccalà e lampascioni.

In Calabria, spaghetti con mollica di pane e alici conditi con l’immancabile peperoncino.

A Palermo si mangia lo sfincione (pizza tipica a base di cipolla) insieme ai cardi in pastella e alla gallina in brodo.

L’agglassato” di carne (pezzo di manzo stracotto nelle cipolle la cui riduzione poi viene frullata ed usata per nappare le fette di carne o per condire la pasta), l’insalata di arance con aringa. In Sardegna abbondano gli antipasti, tra cui i carciofi con la bottarga e la coratella di agnello. Tra i secondi di carne sono molto apprezzati l’agnello e il porcetto al forno. Ma tra tutti, il piatto più popolare è costituito dai malloreddus: piccoli gnocchi di semola, molto ruvidi al tatto e dalle varie forme.

Per quanto riguarda i dolci, il panettone è il re indiscusso della tavola nelle regioni del nord, mentre al sud le versioni sono numerose e variegate. Torroni e zeppole, cassate e cannoli, struffoli e pasticciotto, mostaccioli e roccocò riempiono le cucine e le sale da pranzo di dolci profumi e vivaci colori.

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