Intervista a Edoardo Pollastri, Presidente della Camera di Commercio Italo-Brasiliana

Mag 30 • LE INTERVISTE • 2136 Views •

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedInBuffer this pageEmail this to someone

Il Presidente della Camera di Commercio Italo-Brasiliana spiega: “Le joint ventures tra imprese italiane e brasiliane potenziano i mercati: ma servono rappresentanze stabili che affrontino il Paese con strategia aggressiva ed a lungo termine”

“Come intravede l’opportunità del Brasile per le aziende italiane? Quali criticità si devono affrontare, e quali invece le grandi opportunità? Quali sono i settori predominanti dove i prodotti italiani trovano terreno di cultura in Brasile?”.

Abbiamo posto queste tre domande ae Edoardo Pollastri, Presidente della Camera di Commercio Italo-Brasiliana, il quale ha spiegato come “il Brasile sia diventato un brand sinonimo di opportunità: player mondiale di prima categoria, ha assunto un ruolo di primaria importanza nel Mondo negli ultimi 10-15 anni, tanto che il Prodotto Interno Lordo del Brasile ha superato quello della Francia e dell’Italia. Circa 800 imprese italiane di medie e grandi dimensioni rappresentano una presenza significativa nel Paese – ha quindi proseguito Feletto -, ma si affacciano anche flussi di piccole aziende interessate all’esplorazione e all’internazionalizzazione. Lo sforzo delle Camere di Commercio italiane all’estero, ed in particolare il nostro supporto, sta proprio nell’aprire sempre più spazi per le piccole imprese: adeguare “un porto di sbarco” per la creazione di nuove sinergie tra le aziende italiane e quelle brasiliane. Sono infatti le nuove joint ventures tra le Pmi italo-brasiliane, per quanto non sono mai così semplici, che potenziano i mercati e danno spinta verso l’innovazione, anche in segmenti estremamente di nicchia. L’unione del know how italiano a quello brasiliano è dunque un fenomeno ben avviato che riscuote un discreto successo ad esempio nel settore della calzatura (produzioni con macchinari italiani), e, più in generale nella moda: pensiamo alla sostenibilità nel trattamento dei rifiuti, tecnologia che l’Italia possiede. L’unica criticità è rappresentata dalla non preparazione delle Pmi italiane che si affacciano al mercato brasiliano: abbandonare ad esempio la logica “mordi e fuggi”, consente l’avviamento più consono per le piccole imprese: servono rappresentanze stabili che affrontino la sfida brasiliana con una strategia aggressiva e a lungo termine”.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedInBuffer this pageEmail this to someone

Articoli Correlati

Comments are closed.

« »