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Nomadi Digitali: un nuovo modo di pensare e vivere lo smart working

Redazione Mag 5
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Partiamo dalla definizione e dall’associazione dei due termini. Treccani definisce nomade una persona o gruppo che non ha fissa dimora e muta frequentemente residenza, o che si sposta continuamente da un luogo a un altro.

Con digitale invece si fa riferimento all’utilizzo di tecnologie digitali. Tuttavia, il Nomade Digitale è una figura caratterizzata da infinite sfaccettature, ma ciò che accomuna questa categoria è una nuova prospettiva del lavoro.

La possibilità, dunque, data dal lavoro da remoto, o come lo chiamiamo in Italia dallo smart working, di poter compiere la propria attività lavorativa indipendentemente dalla posizione geografica. 

La possibilità di lavorare online ha quindi permesso di lavorare e viaggiare allo stesso tempo, e di compiere quindi una vita da nomade.

La Pandemia ha senza dubbio accelerato il fenomeno del nomadismo digitale. Secondo quanto raccolto da Passport-Photo.Online, circa il 20% è diventato nomade digitale nel 2020. Un dato importante da considerare.

Nomadi Digitali, chi sono?

Come detto, non esiste un identikit perfetto del nomade digitale. È possibile però analizzare alcuni dati per comprendere quali sono le caratteristiche principali. Innanzitutto, l’età. I Millennials rappresentano il 44%, seguiti poi dalla generazione X il 23%, la generazione Z con il 21% ed infine i Baby Boomers, che contano il 12%. E per il genere? Sempre secondo questa ricerca, gli uomini rappresentano il 59%, mentre le donne il 41%.

È interessante inoltre capire che lavoro fanno. A Brother Abroad ha condotto uno studio mostrando quali sono le professioni dei nomadi digitali. Troviamo quindi tra i primi posti professioni legate al marketing, alle scienze informatiche/IT, al design, ed infine legate all’eCommerce.

Dove vanno i Nomadi Digitali?

Molti nomadi digitali, quando ricercano la destinazione perfetta per il loro viaggio, tendono a preferire un luogo che, oltre ad offrire una buona connessione internet, essenziale per compiere il loro lavoro, sia anche un luogo con un clima piacevole e un basso costo della vita.

Volagratis ha recentemente condotto uno studio sulle tappe preferite dei nomadi digitali.

Le destinazioni

Al primo posto troviamo le Canarie. L’arcipelago delle Canarie rappresenta un paradiso per molti lavoratori. Costo della vita basso, clima mite e con una grande community di digital nomads. Segue poi Lisbona. Dove c’è la possibilità di vivere in una capitale ma con un costo della vita ridotto, dove si è circondati da storia, arte, e cultura, e tante sono le occasioni per stringere amicizie.

Un’altra tappa è poi Bali, caratterizzata da una natura incontaminata e dove benessere del corpo e della mente sono le parole chiavi. Bali, inoltre, offre anche moltissime opportunità per i nomadi digitali, le coworking houses, luoghi per vivere e lavorare a contatto con altri nomadi.

La crescita del nomadismo digitale porta anche all’adattamento di alcuni Stati riguardo requisiti e regolamentazioni. Ecco perché Buenos Aires è diventata una delle mete più ambite. L’Argentina è infatti stato il primo Paese a rilasciare il “digital nomad visa”, un visto rivolto ai nomadi digitali che consente di lavorare e vivere nel Paese per massimo un anno. Anche la Croazia offre un visto apposito.

Un visto che permette ai nomadi digitali di lavorare nel Paese per un massimo di 365 giorni. Un’altra meta ambita è Maiorca, in particolare la città di Palma affacciata sul mare. Infine, per i nomadi digitali italiani che non vogliono allontanarsi troppo dal paese, la Liguria, la quale offre spazi di coworking adatti per lavorare con una buona connessione internet e nella tranquilla e bellezza del nostro paese.

Il fenomeno del nomadismo digitale è in costante crescita. Ma non è solamente un fenomeno passeggero, bensì un cambiamento del modo di vivere dove si decide di uscire dai modelli predeterminati per abbracciare un nuovo stile di vita che incontra nuove opportunità ed esperienze. 

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