LOADING

Type to search

Associazioni Marketing Primo piano

Parte il 26 settembre la Privacy Week a Milano e online

Redazione Set 9
Share

Privacy Week: dal 26 settembre 5 giorni per parlare di privacy, cybersecurity e nuovi diritti di cittadinanza digitale 

50 incontri, talk, webinar, forum, interviste e dibattiti con oltre 90 relatori tra professori, ricercatori, avvocati, tecnici, giornalisti, scrittori, manager, attivisti, filosofi e sociologi, dedicati a discutere l’impatto del digitale sulla quotidianità e sulla privacy di cittadini e imprese.

Dal 26-30 settembre Presso gli spazi di Cariplo Factory Milano (Via Bergognone, 34), e quelli di American School of Milan (Via Karl Marx, 14) e in streaming online

Il presente non è mai stato tanto digitale e allo stesso tempo tanto poco consapevole del digitale. Da un lato, l’approdo online dei servizidel lavoro e dei consumi, la nascita delle criptovalute, degli NFT e del Metaverso ci vogliono sempre più collegati.

Dall’altro, l’Europa sta per dotarsi di nuove leggi per la cittadinanza digitale, di norme che regolano l’applicazione dell’intelligenza artificiale, che mettono a fuoco le responsabilità delle piattaforme digitali, che delineano il perimetro della moderazione dei contenuti online. 

In questo contesto, cittadini e aziende devono ragionare ora su rischi e opportunità dell’innovazione, per navigare il cambiamento rispettando e tutelando i bisogni e diritti di ciascuno.

Questi saranno i temi al centro della seconda edizione della Privacy Week, la rassegna patrocinata del Garante per la protezione dei dati personali e da AssoSoftware che si terrà a Milano dal 26 al 30 settembre e ospiterà oltre 90 relatori in 50 incontri.

Gli organizzatori e i relatori della Privacy Week

Ad organizzarla sono i co-founder di Privacy Network (Andrea Baldrati, Diego Dimalta, Matteo Navacci), organizzazione non-profit italiana che affronta le sfide dell’innovazione tecnologica per garantire il rispetto della privacy e dei diritti umaniinsieme ad /‘Aut/, studio creativo di produzione eventi, con il patrocinio del Garante della Privacy (Garante per la protezione dei dati personali).

Lo scopo dell’iniziativa è quello di informare le persone sul grande cambiamento che sono chiamate ad affrontare nell’era del digitale e di comprendere insieme l’impatto che avrà sulla quotidianità e sulla privacy di tutti. Nella convinzione che, come spiega Andrea Baldrati, avvocato, co-fondatore e presidente dell’Associazione Privacy Network, “una società tecnologica e libera si regge sulla responsabilità di tutti, legislatori, aziende e singoli utenti.

Tematiche come cybersecurity e privacy devono essere capite e presidiate in tutti i contesti: al lavoro, a scuola, in famiglia.”

Sul palco della Privacy Week parleranno manager d’impresa, avvocati, filosofi, giornalisti, giuristi, politici e professionisti del settore che discuteranno in modo accessibile di privacy, cybersecurity, gamification, cyberwar, piattaforme e big data, AI, NFT, cryptocurrency e nuovi diritti di cittadinanza digitale. Gli incontri forniranno gli strumenti utili ad agire sul presente per dare forma al futuro, a comprendere come le persone possano restare al centro di questi cambiamenti assicurandosi che i propri diritti vengano rispettati.

Le tematiche della Privacy Week

Il report sul digitale nei programmi elettorali

La Privacy Week sarà anche un momento per capire come si posiziona l’Italia rispetto a queste tematiche. Infatti, tra gli ospiti interverranno Ginevra Cerrina Feroni e Guido Scorza, rispettivamente Vice Presidente e Componente del Collegio dell’Autorità Garante per la Protezione dei dati personali.

Per arrivare preparati al dibattito e capire cosa ci aspetta dopo le elezioni del 25 settembre, Privacy Network ha anche condotto un’analisi, laica e apolitica, di come i partiti affrontano e affronteranno queste tematiche.

Come spiega Diego Dimalta, avvocato, Co-fondatore dell’Associazione Privacy Network: “la privacy è un tema che sarà sempre più centrale nella vita quotidiana di ognuno di noi, tuttavia, in generale, si parla poco di diritto all’uso delle tecnologie e di tutela dei diritti delle persone nei confronti delle grandi piattaforme o nei confronti dell’uso incontrollato di sistemi di intelligenza artificiale, come ad esempio dei cosiddetti sistemi di decisione automatica utilizzati soprattutto dalle PA.

È per questo che per ogni programma elettorale abbiamo cercato di evidenziare i punti legati al mondo delle nuove tecnologie e individuare aspetti positivi e negativi delle scelte operate da coalizioni e partiti, nella speranza che il risultato possa essere utile al fine di decidere in modo più consapevole.” Il report è scaricabile gratuitamente a questo link.

Lo smart working e la privacy dei lavoratori

Nella Week si affronteranno altri due temi di grande attualità. Il primo è quello della regolarizzazione dello smart working, in particolare della privacy dei lavoratori da remoto – un argomento di forte impatto in questo periodo in cui le aziende stanno formulando i contratti per lo smart working. Guglielmo Troiano, Data Protection Services Manager di Grant Thornton Italy, e Silvia Vidor, Responsabile del Dipartimento di Ricerca di Privacy Network, presenteranno in anteprima il paper Lo Stato della Privacy nelle attività lavorative in Italia nel 2022, curato da Privacy Network.

Regolamentare l’intelligenza artificiale: dal riconoscimento facciale al social scoring

Si parlerà poi di “AI ACT”, la normativa in via di approvazione del Parlamento europeo per regolamentare l’intelligenza artificiale, insieme all’onorevole Brando Benifei, rapporteur per l’Italia, e a Diletta Huyskes, Responsabile del Dipartimento di Advocacy di Privacy Network e delle attività di divulgazione di Algocount, progetto di ricerca della Statale e del Politecnico di Milano.

Parteciperà a questo tavolo anche l’onorevole Alessandro Fusacchia, co-fondatore dell’associazione politica MOVIMENTA. Il regolamento, che vedrà la luce entro fine 2022, punta a introdurre il divieto di utilizzare algoritmi di polizia predittiva, e pone una serie di divieti ai sistemi di riconoscimento facciale e a quelli di social scoring, che catalogano le persone in base ai loro comportamenti.

La scuola e il digitale: parola ai ragazzi e alle ragazze dei licei

Ampio spazio verrà data alla scuola, con esperti della materia che dialogheranno con i ragazzi. Presso l’auditorium dell’American School di Milano si terrà il primo Privacy Debate Championship.

Che vedrà sei squadre di studenti delle superiori (oltre all’American School di Milano, il Liceo Classico e Linguistico Muratori San Carlo di Modena, il Liceo Statale Regina Margherita di Torino, Liceo Classico Statale Cesare Beccaria di Milano, Liceo Scientifico Galileo Galilei di Erba) sfidarsi e dibattere per convincere i giudici di avere la ragione dalla loro parte.

Gli studenti dovranno cercare di esprimere le loro idee e opinioni su queste tematiche: mostrare immagini molto personali o intime di sé è un diritto che va regolamentato e protetto; non pago un servizio online ma cedo i miei dati: è uno scambio accettabile; un’AI può essere meglio di una persona nel governo di un Paese; fare scuola nel Metaverso sarebbe divertente e stimolante.

I social network: da Facebook a TikTok passando per il cyberbullismo e lo scam

La Privacy Week continua con uno spazio dedicato al rapporto tra i social e la privacy.

Si cercherà di rispondere a domande come: c’è spazio per altri social network?

È possibile divorziare da Facebook?

Cosa fare se il proprio profilo viene hackerato?

Come difendersi da chi colpisce dove fa più male?

Diego Passoni, conduttore radiofonico e televisivo, condurrà il pubblico nel complicato mondo di romantic scammer, hacker e cyberbulli e ci spiegherà come difendersi da una minaccia che è sempre più presente, sofisticata e difficile da decifrare: basti pensare che nel 2021 le vittime di scam online sono aumentate del 118% rispetto al 2020.

Ospiti della serata saranno Roberta Lippi, autrice del podcast “Love bombing”, e Ivano Zoppi, segretario generale di Fondazione Carolina che presenta in anteprima la graphic novel Amy, storia vera di una ragazza condannata per cyberbullismo. Inoltre, si cercherà di rispondere alle domande che riguardano il social del momento: “Tik Tok e i suoi creator hanno veramente un impatto sociale?”.

Giacomo Lev Mannheimer, Head of Government Affairs di TikTok nell’Europa meridionale, affronterà il tema spiegando perché il fatto che i creator della piattaforma siano persone comuni, aiuti ad attraversare e superare con facilità barriere anagrafiche e culturali, creando consapevolezza e prese di posizione anche su tematiche complesse e dal forte impatto sociale.

Bitcoin e criptovalute: tutta la verità

In una settimana dedicata alle frontiere del digitale e della privacy, non può mancare anche uno spazio dedicato a Bitcoin e criptovalute: verrà fornita un’analisi del mercato attuale e della regolamentazione del fintech tra criptovalute private e nazionali.

Un mondo che ci verrà spiegato da Jacopo Sesana, founder di Next Generation CurrencyAngelica Finatti, Project & BD Manager di Rocket Sharing SpAMichele Geraci, economista ed ex sottosegretario al Ministero dello sviluppo economico, con il contributo di ospiti internazionali tra cui Donna Redel, Angel Investor e Blockchain-Digital Assets Professor.

Una petizione contro il social scoring

Infine, in occasione della Privacy Week l’associazione Privacy Network lancia un’importante e urgente petizione contro il Social Scoring, il sistema di credito sociale adottato ad oggi dalla Repubblica Popolare Cinese (ma sperimentato anche in Italia) per classificare la reputazione e l’accesso ai servizi dei cittadini sulla base del loro comportamento.

Come spiega Andrea Baldrati, presidente di Privacy Network: “Negli ultimi mesi abbiamo notato un crescente interesse delle Pubbliche Amministrazioni verso l’implementazione di strumenti (app e piattaforme) di tipo “premiale” per incentivare i cittadini ad assumere comportamenti ritenuti “virtuosi”.

Le pratiche sperimentali di Roma, Ivrea, Bologna, Venezia potrebbero essere il primo passo verso un’idea di Stato che condiziona il comportamento dei cittadini sulla base di una serie di ricompense.

Oltre a possibili discriminazioni, vi sono rischi legati ad una classificazione delle persone che elimina le differenze dei singoli per favorire una divisione per “tipi” sociali”.

Si può accedere e firmare la petizione “Una firma contro la cittadinanza a punti” sia al link https://www.change.org/p/no-alla-cittadinanza-a-punti che sul sito privacyweek.it e sui canali social della Privacy Week.

 

Programma aggiornato al link:https://privacyweek.it

 

[class^="wpforms-"]
[class^="wpforms-"]