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Quando la banca diventa un incubatore green: la BCC Monte Pruno

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Le banche e gli istituti di credito hanno un impatto diretto sull’economia reale. Le loro scelte di investimento e finanziamento incidono in modo determinante sulla decarbonizzazione delle attività economiche e i piani di aziende e famiglie per contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici. Analizzare la sostenibilità delle banche è fondamentale attraverso il profilo Environmental, Social and Governance dell’organizzazione, ossia la sua esposizione ai rischi e alle opportunità sul piano ambientale, sociale e della governance aziendale. Un rilevante aspetto da considerare riguarda le opportunità che la banca sviluppa per incentivare la catena del valore del territorio e le aziende finanziate e investite in termini di sostenibilità e innovazione. La Banca Monte Pruno mette a disposizione 10 milioni di euro per finanziare l’installazione di impianti fotovoltaici e termici (pannelli solari, impianti eolici, solare termico), impianti termoidraulici (caldaie, climatizzatori, depuratori, sistemi a biomasse e geotermici), l’installazione di sistemi di isolamento termico, la coibentazione di pareti e coperture, l’illuminazione e domotica (impianti a Led, sistemi digitali smart home), di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici e l’acquisto di elettrodomestici di classe A+ (o superiore). Una nuova iniziativa della Banca Monte Pruno, accanto a quella già registrata nel corso degli ultimi mesi, per incentivare lo sviluppo sostenibile del territorio e implementare l’occupazione dei territori. Dopo il plafond da 3 milioni di euro, che sta già producendo i suoi effetti con diverse operazioni realizzate, dove l’istituto di credito cooperativo ha deliberato finanziamenti a favore di soci e clienti per sostenerli in un momento incerto sotto il profilo economico per le dinamiche collegate alla crisi energetica, si passa a questa nuova fase di intervento molto più ampia e strutturale. I destinatari della misura sono famiglie e ditte individuali che intendono attivare interventi di efficientamento energetico. I finanziamenti saranno a condizioni vantaggiose, comunque a tassi non superiori a quello ufficiale di interesse definito dalla Bce al momento della richiesta, con un ulteriore abbattimento del 50% per i costi connessi all’operazione. L’importo massimo della singola operazione non potrà superare i 50mila euro.

La Bcc Monte Pruno sta valutando la possibilità di costituire e/o partecipare alla nascita sul territorio di competenza di “Comunità Energetiche Rinnovabili” per favorire associazioni tra cittadini, attività commerciali, pubbliche amministrazioni locali e/o piccole e medie imprese, che decidono di unire le proprie forze per dotarsi di uno o più impianti condivisi per la produzione e l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili.

Attualmente, a livello nazionale, già si possono costituire comunità di quartiere, comunità agricole, comunità di borgo e tante altre modalità. L’impianto energetico comune non deve necessariamente essere di proprietà della comunità: può essere messo a disposizione da uno solo o più dei membri partecipanti o addirittura da un soggetto terzo. Il convenzionamento con Comuni o altri enti pubblici, affinché sostengano le spese di investimento per l’impianto, è per questa ragione una modalità spesso utilizzata. “Il nostro ruolo ci impone di agire senza, però, la presunzione di risolvere completamente un problema strutturale, ma con l’obiettivo di persuadere il nostro mercato di riferimento. Vi è la necessità, per l’appunto, di incentivare i territori ad invertire la rotta verso il green attraverso iniziative che mirano a creare, in primis, una cultura diversa. Auspichiamo che questo nuovo plafond possa dare slancio, principalmente, alle famiglie ad alle Pmi che vanno sostenute, con impegno e a condizione favorevoli, in questo momento così delicato, tanto da incidere sulla riduzione complessiva dei costi collegati all’energia”, ha dichiarato il direttore della Banca Monte Pruno, Michele Albanese.

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Domenico Letizia

Giornalista. Esperto in comunicazione. Consulente aziendale in tema di export e internazionalizzazione.

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