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Regno Unito: country presentation

Redazione Set 9
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Il Regno Unito è la sesta economia al mondo (la terza in Europa) e l’ottava per potere d’acquisto, oltre ad essere una delle più globalizzate. L’economia risente, tuttavia, ancora della crisi cominciata nel 2009: alla fine del 2012 il PIL registrato è stato pari a –0,3%. Il settore principale dell’economia britannica rimane quello dei servizi, in particolare bancari/finanziari, assicurativi e di credito.

Il London Stock Exchange è la borsa più antica in cui sono quotate circa 2.480 aziende. Nel 2012, Londra, che ha ospitato i giochi olimpici, ha visto una grande sviluppo infrastrutturale: Stratford City con la creazione di nuovi spazi abitativi, uffici, negozi ed il centro commerciale Westfield, il più grande d’Europa; il potenziamento delle linee ferroviarie London Overground, DLR e la North London Line. Tra i settori in veloce ascesa troviamo le energie rinnovabili, soprattutto l’eolico (le coste scozzesi sono le piン ventose d’Europa) e l’energia marina.

L’obiettivo della politica governativa è di arrivare entro il 2020 al 15% di produzione energetica da rinnovabili.

 Principali settori produttivi

L’agricoltura (intensiva e molto meccanizzata) e l’allevamento soddisfano il 60% del fabbisogno interno, impiegando l’1,6% della forza lavoro. Il Paese è ricco di risorse minerarie, soprattutto gas naturale, petrolio, carbone, zinco, piombo, argento e oro. Le risorse di oro, argento, petrolio e gas naturale sono proprietà della Corona e possono essere concesse in licenza. Il settore energetico, la cui produzione rappresenta il 12% del PIL, è caratterizzato da un’elevata produzione di nucleare (circa 19,9% del fabbisogno). Altri settori, come il tessile e l’automobilistico, hanno subito un lieve ridimensionamento determinato dal calo della domanda. Il settore immobiliare è uno dei settori maggiormente colpiti dalla crisi, dopo anni di boom economico. Il calo della domanda è stato determinato dalla riduzione dei mutui concessi dalle banche e dal calo dei margini di profitto dei costruttori, quest’ultimo dovuto al calo dei prezzi delle case (in alcuni casi anche del 50%).

Investimenti esteri (principali settori) 

Secondo Ernst&Young (sondaggio sull’attrazione di investimenti 2012), il Regno Unito rimane il primo Paese europeo (nonostante il numero di progetti sia calato del 7%); per mantenere il primato, il Regno Unito dovrebbe puntare su ricerca e sviluppo, innovazione e servizi finanziari.

Verso il Paese: life sciences, ICT, servizi finanziari, industrie creative, tecnologie ambientali e rinnovabili, industria manifatturiera. Italiani verso il Paese: 98 progetti (7% del totale) con la creazione di 1673 posti di lavoro (1%).

In Italia del Paese: il Regno Unito è il primo Paese per investimenti in Italia (soprattutto nei settore commercio e servizi alla clientela), con un contributo attorno al 5% del totale.