Sanità nel Lazio, la rivoluzione di Zingaretti

Apr 23 • PRIMO PIANO • 780 Views •

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedInBuffer this pageEmail this to someone

Un 2014 di riforme, interventi innovativi e finanziamenti per il restyling totale della governance del settore

 

di Daniele Triolo

 

“Per superare la stagione dei tagli indiscriminati, degli sprechi e dei disservizi, bisogna riformare radicalmente il sistema di governo della sanità: ciò significa semplificare, potenziare gli strumenti di programmazione, di controllo e di valutazione e privilegiare un corretto utilizzo delle risorse e del personale, affermando la cultura del merito e della trasparenza”. Chiare, semplici, parole, quelle del Presidente della Regione Lazio, nonché Commissario ad acta per la Sanità, Nicola Zingaretti, nel presentare il nuovo modello della governance per la sanità laziale.

 

Un restyling quasi totale rispetto al recente passato, che passa attraverso il “no” alla chiusura degli ospedali; si punta al contrario alla riorganizzazione della rete ospedaliera ed alla costruzione di una nuova rete territoriale della salute. Il tutto mediante molteplici ma significative azioni. Sarà offerta, almeno ha promesso Zingaretti, un’assistenza migliore grazie anche all’innovazione dei servizi, e si è cominciato a disegnare un nuovo sistema, con la creazione di un’unica Direzione regionale Salute ed Integrazione socio-sanitaria; si è avviato il rilancio della Centrale Unica degli Acquisti con una specifica Direzione regionale; è stata internalizzata l’Agenzia Sanitaria Pubblica della Regione Lazio, ottenendo così circa 6 milioni di euro di risparmio l’anno ed il raddoppio delle unità preposte ai controlli sulle prestazioni erogate da operatori pubblici e privati. L’acquisto “centralizzato” dei farmaci più costosi, nelle intenzioni della Regione Lazio, farà risparmiare circa 13 milioni di euro l’anno, da reinvestire nei servizi per le persone. Il Governo, preso atto di tali buone intenzioni, ha sbloccato 540 milioni di euro

 

Sono state quindi emanate le linee guida per l’adozione degli atti aziendali con nuovi parametri di valutazione, più rigidi, dell’attività svolta dai direttori generali delle Asl, di cui 13 (tra i quali quello di Latina) di fresca nomina. Rimodulati anche i distretti sanitari, che passeranno da 55 a 48, le UOC  (Unità Operative Complesse) che scenderanno da 1123 a 722, mentre le Unità Operative Semplici scenderanno da 1771 a 946., con parallela riduzione dei primari. Ma, soprattutto, nelle volontà della Regione Lazio, vi è l’obiettivo di superare lo squilibrio tra Roma e le province, spesso abbandonate a sé stesse, con tanti servizi cancellati e nessuna valida alternativa oltre gli ospedali. Come? Con l’istituzione delle Case della Salute, strutture dopo i cittadini potranno recarsi per le esigenze di cure immediate, alternativamente al Pronto Soccorso.

 

In questo 2014 si prevede l’apertura di 48 Case della Salute (a Sezze siamo già molto vicini alla sua inaugurazione): una in ogni distretto socio-sanitario, di cui 15 a Roma, una per Municipio, e 33 nelle province del territorio. E saranno integrate con i Servizi Sociali, per consentire alle famiglie di ricevere assistenza in un solo posto: per questo, la Regione ha avviato il tavolo di confronto con i medici della medicina generale per costruire una sistema sanitario diffuso capillarmente e vicino ai cittadini. Altra strada intrapresa da Zingaretti consiste nella semplificazione delle procedure per aprire uno studio medico associato, e nella gestione amministrativa unica del personale sanitario. Grazie ad un accordo con il Ministero Economia e Finanza, da quest’anno è partito un progetto pilota per la gestione unica di tutte le buste paga e del rapporto di lavoro con i 51mila dipendenti del sistema sanitario regionale, anziché farli gestire separatamente alle 19 Asl.

 

I 2700 precari del settore nel Lazio hanno visto il loro contratto prorogato fino a fine anno, e sognano di vedere regolarizzata la loro posizione: un’aspettativa quanto mai reale, visto l’impegno della Regione anche nella nuova organizzazione dei servizi sanitari. Sono stati infatti assegnati alle Aziende sanitarie, ospedaliere, ed agli IRCCS (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) fondi per oltre 30 milioni di euro per lavori di manutenzione straordinaria e per migliorarne l’efficienza; sono stati definiti criteri certi per i posti letto (in questo 2014 600 posti letto in più nelle RSA, Residenze Sanitarie Assistenziali); c’è la ferma intenzione di salvaguardare la medicina d’urgenza, la terapia intensiva, la psichiatria, la medicina penitenziaria e la prevenzione delle malattie infettive. E poi ancora: si punta alla riduzione delle liste d’attesa, a TAC e risonanze magnetiche in funzione 12 ore al giorno, ed ad una maggiore confluenza nel Recup regionale di tutte le agende delle prestazioni sanitarie erogate dalle strutture pubbliche accreditate, private e classificate, fino ad un massimo del 60% di quelle prodotte nel quotidiano.

Infine, un occhio di riguardo della Regione Lazio al Pronto Soccorso, per il quale si è deciso di intervenire per evitare sovraffollamenti nelle strutture e diminuire i tempi d’attesa dei pazienti. Saranno semplificati i processi di ricovero e di dimissione, previsti posti letto di riserva, messi sotto controllo i tempi delle degenze, dedicata un’area ai pazienti in attesa di posto letto, istituito un sistema di allarme contro il sovraffollamento, velocizzati e resi più efficienti i servizi, con la “chicca” dell’attivazione del servizio T.E.M.P.O. (Trattamento dell’Emergenza Miocardio-ischemica), per abbattere di tempi di soccorso delle persone colpite da infarto nella Capitale.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedInBuffer this pageEmail this to someone

Articoli Correlati

Comments are closed.

« »