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TEDxLago di Fogliano: dove la speranza è l’innovazione

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Ispirare per connettere: il TEDx Lago di Fogliano pone le sue fondamenta su questo semplice concetto. Meno semplice forse comprendere quali siano i modi più appropriati per farlo. Uno di questi è il dialogo, una forma di comunicazione che riesce anche a generare immenso valore.

Per seguire tale linea di pensiero, durante il TEDx Lago di Fogliano sono stati chiamati a intervenire una serie di figure professionali presenti sul territorio di Latina, legate tra loro dalla volontà di mantenere uno stretto contatto per creare una possibilità di crescita comune. L’eccellenza imprenditoriale, e non solo, nasce sul territorio e perciò è importante mantenere queste parti sempre connesse.

In una semplice intervista, abbiamo quindi lasciato parlare dei loro percorsi e delle conseguenti proposte alcuni degli speaker che interverranno durante l’evento che si terrà all’Hotel Fogliano New Life, questo Sabato 11 Novembre alle ore 17.00. Dopo i contributi di Valeria Burdi e Ilaria Palleschi, disponibili in un precedente articolo, abbiamo avuto il piacere di confrontarci con Lorenzo Di Filippo e Francesco Paolo Russo.

Lorenzo Di Filippo

TEDx Lago di Fogliano

Fondatore e presidente dell’associazione Exo Italia, che si propone di creare delle Community di talenti ed innovatori sui territori di tutta Italia, Lorenzo Di Filippo ha dimostrato sin da subito la volontà di riconnettere i cittadini alle proprie origini, partendo proprio dal territorio di Latina. L’obiettivo è dare vita a una nuova “geografia dell’innovazione” per promuovere lo sviluppo economico e sociale in tutta la Penisola. Ci ha raccontato la sua idea di “cultura dell’innovazione”:

Nel suo percorso di vita quali sono stati i momenti e soprattutto le speranze che l’hanno portata ad abbracciare la sua attuale carriera?

“La storia di Exo è ricca di momenti topici ma sicuramente mi sento di citare la prima call durante la pandemia, fatta con tutti i ragazzi e ragazze dai quali poi sarebbe nata l’associazione. Da lì pian piano prese forma l’ idea di ciò che oggi è Exo e iniziammo a capire che il team funzionava poiché condividevamo un sogno comune. Sicuramente, però, anche il primo grande evento organizzato nel 2021, l’Elevator Pitch Contest, è stato una grandissima soddisfazione perché siamo riusciti, in maniera inaspettata, a radunare tutta la cittadinanza attorno a tematiche legate all’innovazione, un qualcosa che non era mai stato fatto qui a Latina. Un momento sicuramente indimenticabile.”

Quali sono i messaggi salienti che vuole trasmettere al proprio pubblico?

“Vorrei trasmettere due messaggi di speranza: il primo legato al fatto che, in giro per il mondo, esistono storie di territori più piccoli, simili al nostro, che riescono a competere con le grandi città, le grandi capitali dell’innovazione del mondo moderno. In Exo crediamo che i due modelli possano e debbano coesistere, per generare uno sviluppo economico e sociale diffuso, evitando di relegare i territori solamente a mete turistiche, nel migliore dei casi. Il secondo è quello di riuscire a reinterpretare il concetto del “tornare” su questi territori. Ancora oggi la narrativa attorno ai territori più piccoli è molto penalizzante, e non in maniera completamente ingiustificata purtroppo. Di conseguenza, per una persona di talento, che avrebbe molte più opportunità altrove, la scelta di andare via è ovvia. Detto ciò, è proprio dove le cose sono più complesse che le sfide sono più stimolanti. Si tratta di un concetto, quello del tornare, che prevede che la persona di talento si faccia protagonista della creazione da zero di opportunità che non esistono, potendo al contempo godere della migliore qualità di vita che si respira in centri più piccoli, lontano dalle grandi città, non prive di contraddizioni. Ecco perché noi di Exo crediamo che il concetto di talenti che tornano e quello dell’ imprenditorialità siano strettamente legati. Non è una strada per tutti, bisogna avere coraggio, un pizzico di follia ed sapere che ci sono anche altri che ci credono.”

Quale pensa siano i prossimi passi da farsi per aiutare a riconnettere cittadini e imprenditori al proprio territorio?

“Eventi come questo, di diffusione della “cultura dell’innovazione”, aiutano moltissimo la cittadinanza ad avvicinarsi al tessuto imprenditoriale ed a comprendere l’ importanza che questo riveste per lo sviluppo del territorio. In particolare è fondamentale avvicinare i cittadini più giovani, perché lì risiede la speranza di un nuovo futuro per il territorio. Solo lì si può creare la nuova generazioni di imprenditori che sappia mescolare la capacità di essere a contatto con l’ economia globale, con gli ultimi trend del momento ed un radicamento con il proprio territorio.”

Francesco Paolo Russo

TEDx Lago di Fogliano

Francesco Paolo Russo può essere definito innovatore grazie al suo lavoro nel campo del LiFi (acronimo di Light Fidelity), la rivoluzionaria tecnologia di trasmissione dati attraverso la luce LED. Con la sua start-up To Be ha infatti sviluppato questa tecnologia che lo ha reso una delle figure di spicco del settore, ad oggi leader tecnologico e nel bel mezzo di un momento di forte crescita. In occasione del TEDx Lago di Fogliano, Francesco Paolo Russo si è raccontato così:

Nel suo percorso di vita quali sono stati i momenti e soprattutto le speranze che l’hanno portata ad abbracciare la sua attuale carriera?

“Il mio è stato un percorso un po’ particolare. La mia più grande scuola di vita è stata lo sport, giocare a pallanuoto per ben 19 anni fino a militare nella massima serie mi ha insegnato tantissimo e ha contribuito in maniera significativa alla formazione del mio carattere. Ho imparato a superare le mie paure e a trasformarle in sfide e obiettivi, ho capito sin da subito cosa vuole dire lavorare di squadra, rispettare il compagno e l’avversario. Al Liceo Classico di Latina e ad alcuni dei professori che ho incontrato fuori e dentro il Liceo devo tantissimo. È lì che incontrai la parola “Meraki”, una parola che i greci moderni spesso usano per descrivere il “fare qualcosa con l’anima, la creatività o l’amore – quando metti “tutto te stesso” in ciò che stai facendo, qualunque esso sia”. Ho preso questa parola e l’ho fatta mia. Studiando architettura all’Università ho capito che, cambiando prospettiva, ogni esperienza può diventare illuminante. Nel percorso universitario sin dal primo giorno ho provato a far convergere altre due delle mie grandi passioni, cioè che mi spingeva a dare una forma allo spazio attraverso un pensiero critico, e ciò che, dall’altro lato, sempre più in maniera immateriale era il mondo del digitale e della tecnologia. Mentre stavo lavorando ad una tesi sulle SmartCity fondai To Be, la mia startup innovativa che vedrà a breve un aumento di capitale tramite il lancio di una campagna di equity crowdfunding sul portale MamaCrowd.”

Quali sono i messaggi salienti che vuole trasmettere al proprio pubblico?

“Ai giovani e giovanissimi voglio dire che sognare non basta, è necessario credere davvero nei propri sogni, metterli a terra veramente è ciò che fa la differenza perché a sognare e basta son bravi tutti. Fare le cose, sbagliare, riprovare, sbagliare nuovamente e ciò che veramente ti fa imparare. Agli aspiranti imprenditori e startupper voglio dire che non servono necessariamente capitali per far partire un’impresa, il vero capitale importante all’inizio è quello umano, circondatevi di persone che hanno la vostra stessa “meraki”, che condividono i vostri valori con determinazione. Agli adulti voglio dire una cosa molto importante alla quale tengo particolarmente: Siate quegli adulti che avreste voluto avere al vostro fianco da ragazzi.”

Quale pensa siano i prossimi passi da farsi per aiutare a riconnettere cittadini e imprenditori al proprio territorio?

“Il nostro è un territorio che ancora non riesce ad esprimersi come territorio ma che ancora a mio avviso ragiona per singole identità: Latina, Sabaudia, Bassiano, Sezze, il Circeo etc. come se fossero mondi paralleli. Come ho sempre creduto, abbiamo un grandissimo potenziale ancora non del tutto espresso, questo oggi viene frammentato in singole identità più o meno forti e non viene valorizzato come territorio dell’Agro Pontino. Credo sia fondamentale anche in questo caso fare squadra, a partire da politiche del territorio che devono incentivare lo sviluppo di una nuova cultura proiettata verso il terzo millennio che possa valorizzare le tante eccellenze che ci sono anche promuovendo momenti di contaminazione e confronto con realtà anche esterne con le quali confrontarsi ed imparare. Sarebbe bello poter creare un tavolo operativo per la promozione e lo sviluppo di una nuova identità territoriale che possa far incontrare la PA con il tessuto imprenditoriale e con il terzo settore.”

Lorenzo Di Filippo, Francesco Paolo Russo, Valeria Burdi e Ilaria Palleschi saranno tra gli speaker del TEDx Lago di Fogliano

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